III Domenica Tempo Ordinario (Foglio Parrocchiale)

22 gennaio – Solennità di S. Gaudenzio, Patrono della Diocesi di Novara

Gaudenzio, guarda con benevolenza le nostre famiglie
e rendile serene e stabili; proteggi la tua Città e
fa che sia unita e degna della sua storia di fede e prosperità.
Conforta coloro che soffrono, muovi il cuore di chi è lontano dalla
fede, benedici tutti coloro che ti invocano.
Per Gesù Cristo nostro Signore. Amen!


CHIAMATI A RISPONDERE ALLO SGUARDO DI DIO
Dal sussidio per il mese delle vocazioni di Papa Francesco

Lo sguardo amorevole e creativo di Dio ci ha raggiunti in modo del tutto singolare in Gesù. Parlando del giovane ricco, l’evangelista Marco annota: «Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò» (10,21). Su ciascuno e ciascuna di noi si posa questo sguardo di Gesù pieno di amore.

Fratelli e sorelle, lasciamoci toccare da questo sguardo e lasciamoci portare da Lui oltre noi stessi! E impariamo a guardarci anche l’un altro in modo che le persone con cui viviamo e che incontriamo — chiunque esse siano — possano sentirsi accolte e scoprire che c’è Qualcuno che le guarda con amore e le invita a sviluppare tutte le loro potenzialità.

La nostra vita cambia, quando accogliamo questo sguardo. Tutto diventa un dialogo vocazionale, tra noi e il Signore, ma anche tra noi e gli altri. Un dialogo che, vissuto in profondità, ci fa diventare sempre più quelli che siamo: nella vocazione al sacerdozio ordinato, per essere strumento della grazia e della misericordia di Cristo; nella vocazione alla vita consacrata, per essere lode di Dio e profezia di nuova umanità; nella vocazione al matrimonio, per essere dono reciproco e generatori ed educatori della vita. In generale, in ogni vocazione e ministero nella Chiesa, che ci chiama a guardare gli altri e il mondo con gli occhi di Dio, per servire il bene e diffondere l’amore, con le opere e con le parole.

Vorrei qui menzionare, al riguardo, l’esperienza del dott. José Gregorio Hernández Cisneros. Mentre lavorava come medico a Caracas in Venezuela, volle farsi terziario francescano. Più tardi, pensò di diventare monaco e sacerdote, ma la salute non glielo permise. Comprese allora che la sua chiamata era proprio la professione medica, nella quale egli si spese in particolare per i poveri. Allora, si dedicò senza riserve agli ammalati colpiti dall’epidemia di influenza detta “spagnola”, che allora dilagava nel mondo. Morì investito da un’automobile, mentre usciva da una farmacia dove aveva procurato medicine per una sua anziana paziente. Testimone esemplare di cosa vuol dire accogliere la chiamata del Signore e aderirvi in pienezza, è stato beatificato un anno fa.

Buon anno 2023! (Foglio Parrocchiale e recuperi)

RIUNIONE GRUPPO INSIEME SI PUO’

LUNEDI 16 GENNAIO 2023 ore 21.00 – CASA PARROCCHIALE DI NEBBIUNO


PREGHIERA ECUMENICA Martedì 17 gennaio 2023 – Chiesa Maria Assunta – Ghevio

Imparate e fare il bene, Cercate la giustizia (Isaia 1,17)


Intercessioni di preghiera per il mese vocazionale


Siamo invitati a vivere ciò che siamo: “membra di un unico corpo”. Rispondendo a questa chiamata, in comunione con tutti i cristiani del mondo preghiamo gli uni per gli altri. Custodiscili, Signore.
– Per gli sposi, perché si sentano sostenuti dalla presenza di Gesù nella vita familiare e nell’ordinarietà domestica: Custodiscili, Signore.
– Per i religiosi e le religiose e per tutti i consacrati, perché la fraternità universale alla quale sono chiamati sia segno di promessa, speranza e pace per tutti i popoli: Custodiscili, Signore.
– Per i sacerdoti, perché possano essere annunciatori appassionati del Vangelo nelle vicende quotidiane di quanti incontrano: Custodiscili, Signore.
– Per tutti quei giovani che vivono un tempo di ricerca della propria vocazione, perché incontrino testimoni capaci di accompagnarli nella scoperta della volontà di Dio sulla loro vita: Custodiscili, Signore.
– Per tutte le persone che in questo tempo stanno smarrendo il senso della loro vita e si sentono sopraffatte dalla sofferenza fisica o spirituale, perché possano ritrovare fiducia e speranza: Custodiscili, Signore.
– Per i missionari del Vangelo che vivono in terre ancora schiacciate da conflitti o da crisi sanitarie, perché sappiano custodire e testimoniare la condivisione con i poveri: Custodiscili, Signore


Testamento spirituale di Papa Benedetto XVI

Se in quest’ora tarda della mia vita guardo indietro ai decenni che ho percorso, per prima cosa vedo quante ragioni abbia per ringraziare. Ringrazio prima di ogni altro Dio stesso, il dispensatore di ogni buon dono, che mi ha donato la vita e mi ha guidato attraverso vari momenti di confusione; rialzandomi sempre ogni volta che incominciavo a scivolare e donandomi sempre di nuovo la luce del suo volto. Retrospettivamente vedo e capisco che anche i tratti bui e faticosi di questo cammino sono stati per la mia salvezza e che proprio in essi Egli mi ha guidato bene.
Ringrazio i miei genitori, che mi hanno donato la vita in un tempo difficile e che, a costo di grandi sacrifici, con il loro amore mi hanno preparato una magnifica dimora che, come chiara luce, illumina tutti i miei giorni fino a oggi. La lucida fede di mio padre ha insegnato a noi figli a credere, e come segnavia è stata sempre salda in mezzo a tutte le mie acquisizioni scientifiche; la profonda devozione e la grande bontà di mia madre rappresentano un’eredità per la quale non potrò mai ringraziare abbastanza. Mia sorella mi ha assistito per decenni disinteressatamente e con affettuosa premura; mio fratello, con la lucidità dei suoi giudizi, la sua vigorosa risolutezza e la serenità del cuore, mi ha sempre spianato il cammino; senza questo suo continuo precedermi e accompagnarmi non avrei potuto trovare la via giusta.
Di cuore ringrazio Dio per i tanti amici, uomini e donne, che Egli mi ha sempre posto a fianco; per i collaboratori in tutte le tappe del mio cammino; per i maestri e gli allievi che Egli mi ha dato. Tutti li affido grato alla Sua bontà. E voglio ringraziare il Signore per la mia bella patria nelle Prealpi bavaresi, nella quale sempre ho visto trasparire lo splendore del Creatore stesso. Ringrazio la gente della mia patria perché in loro ho potuto sempre di nuovo sperimentare la bellezza della fede. Prego affinché la nostra terra resti una terra di fede e vi prego, cari compatrioti: non lasciatevi distogliere dalla fede. E finalmente ringrazio Dio per tutto il bello che ho potuto sperimentare in tutte le tappe del mio cammino, specialmente però a Roma e in Italia che è diventata la mia seconda patria.
A tutti quelli a cui abbia in qualche modo fatto torto, chiedo di cuore perdono.
Quello che prima ho detto ai miei compatrioti, lo dico ora a tutti quelli che nella Chiesa sono stati affidati al mio servizio: rimanete saldi nella fede! Non lasciatevi confondere! Spesso sembra che la scienza — le scienze naturali da un lato e la ricerca storica (in particolare l’esegesi della Sacra Scrittura) dall’altro — siano in grado di offrire risultati inconfutabili in contrasto con la fede cattolica. Ho vissuto le trasformazioni delle scienze naturali sin da tempi lontani e ho potuto constatare come, al contrario, siano svanite apparenti certezze contro la fede, dimostrandosi essere non scienza, ma interpretazioni filosofiche solo apparentemente spettanti alla scienza; così come, d’altronde, è nel dialogo con le scienze naturali che anche la fede ha imparato a comprendere meglio il limite della portata delle sue affermazioni, e dunque la sua specificità. Sono ormai sessant’anni che accompagno il cammino della Teologia, in particolare delle Scienze bibliche, e con il susseguirsi delle diverse generazioni ho visto crollare tesi che sembravano incrollabili, dimostrandosi essere semplici ipotesi: la generazione liberale (Harnack, Jülicher ecc.), la generazione esistenzialista (Bultmann ecc.), la generazione marxista. Ho visto e vedo come dal groviglio delle ipotesi sia emersa ed emerga nuovamente la ragionevolezza della fede. Gesù Cristo è veramente la via, la verità e la vita — e la Chiesa, con tutte le sue insufficienze, è veramente il Suo corpo.
Infine, chiedo umilmente: pregate per me, così che il Signore, nonostante tutti i miei peccati e insufficienze, mi accolga nelle dimore eterne. A tutti quelli che mi sono affidati, giorno per giorno va di cuore la mia preghiera.

Benedictus PP XVI

NATALE 2022 (Foglio Parrocchiale)

Preghiera di Giovanni Paolo II per Natale
e sul sentimento di pace e fratellanza che dovrebbe scaturire da questi giorni

Asciuga, Bambino Gesù, le lacrime dei fanciulli!
accarezza il malato e l’anziano!
Spingi gli uomini a deporre le armi
e a stringersi in un universale abbraccio di pace!
Invita i popoli, misericordioso Gesù,
ad abbattere i muri creati dalla miseria e dalla disoccupazione,
dall’ignoranza e dall’indifferenza,
dalla discriminazione e dall’intolleranza.
Sei Tu, Divino Bambino di Betlemme,
che ci salvi liberandoci dal peccato.
Sei Tu il vero e unico Salvatore,
che l’umanità spesso cerca a tentoni.
Dio della Pace, dono di pace all’intera umanità,
vieni a vivere nel cuore di ogni uomo
e di ogni famiglia.
Sii Tu la nostra pace e la nostra gioia! Amen.


“È nel dare che riceviamo” – San Francesco d’Assisi

Il 16 dicembre, nella Chiesa di San Giorgio, i ragazzi del catechismo di Nebbiuno e Pisano hanno dato vita ad uno spettacolo sulla vita di San Francesco d’Assisi per ricordare a tutti il sempre attuale messaggio di carità e di amore.

Al termine della rappresentazione i bambini hanno distribuito al numeroso pubblico un TAU, raccogliendo un’offerta libera per una famiglia in difficoltà e certi dell’aiuto divino si è invitata la Comunità a recitare nelle proprio case una preghiera sicuri della grande forza che essa possiede.

IV domenica di Avvento – NATALE! (Foglio Parrocchiale)

Giuseppe, uomo dei sogni
Tra i custodi dell’attesa è il momento di Giuseppe, uomo dei sogni e delle mani callose: la sua casa e i suoi sogni narrano una storia d’amore, i suoi dubbi e il cuore ferito raccontano un’umanissima storia di attese e di crisi. Prima che andassero a vivere insieme, Maria si trovò incinta… Allora Giuseppe pensò di ripudiarla in segreto. Di nascosto. È l’unico modo che ha trovato per salvare Maria dal rischio della lapidazione, perché la ama, lei gli ha occupato la vita, il cuore, perfino i sogni.
Da chi ha imparato Gesù ad opporsi alla legge antica, a mettere la persona prima delle regole, se non sentendo raccontare da Giuseppe la storia di quell’amore che lo ha fatto nascere? Come ha imparato Gesù a scegliere la parola “abbà” per chiamare Dio Padre, se non davanti a quell’uomo dagli occhi e dal cuore profondi?
Chiamando Giuseppe “abbà”, papà, ha imparato che cosa evochi quel nome dolce e fortissimo, come sia rivelazione del volto d’amore di Dio.
Giuseppe che non parla mai, di cui il vangelo non ricorda neppure una parola, uomo silenzioso e coraggioso, concreto e libero, sognatore: le sorti del mondo sono affidate ai suoi sogni. Perché l’uomo giusto ha gli stessi sogni di Dio. Ci vuole coraggio per sognare, non solo fantasia.
Il Vangelo riporta ben quattro sogni di Giuseppe, sogni di parole. E ogni volta si tratta di un annunzio parziale, incompleto (prendi il bambino e sua madre e fuggi…) ogni volta una profezia breve, troppo breve, senza un orizzonte chiaro, senza la data del ritorno. Eppure sufficiente per stringere a sé la madre e il bambino, per mettersi in viaggio verso l’Egitto e poi per riprendere la strada di casa. È la via imperfetta dei giusti e perfino dei profeti, anzi di ogni credente.
Anche noi avremo tanta luce quanta ne basta a un solo passo, e poi la luce si rinnoverà, come i sogni di Giuseppe. Avremo tanto coraggio quanto ne serve ad affrontare la prima notte. Poi il coraggio si rinnoverà, come gli angeli del giusto Giuseppe.

– Padre Ermes Ronchi


CONFESSIONI per NATALE, Sabato 24:
Pisano – dalle 15.00 alle 17.00
Colazza, S. Bernardo – dalle 10.00 alle 12.00
Nebbiuno – dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 17.00


SERATA DI PREGHIERA IN UPM – Martedì 20 dicembre, Meina, chiesa parrocchiale ore 21

Per fare posto in noi alla venuta di Gesù

Azione Cattolica – Presentazione Libro Anna Fornara (Foglio Parrocchiale)

Dio mio, Trinità santa, sii tu la mia dimora, il mio nido, la casa paterna da cui non devo mai uscire. Che io rimanga in te non per qualche istante… ma in modo permanente, abituale. Che io preghi in te, adori in te, soffra in te lavori e agisca in te… Signore fa che ogni giorno mi inoltri di più in questo sentiero che conduce a te.
(Elisabetta della Trinità)


INCONTRO MENSILE AZIONE CATTOLICA

DOMENICA 29 MAGGIO 2022 – CHIESA DI S. GIORGIO NEBBIUNO ORE 15.30


DOMENICA 29 MAGGIO ore 17.00
Presentazione del libro di Annamaria Fornara L’ULTIMA A MORIRE

LANCIATO Al SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO

L’evento si terrà nel prato della CASA PARROCCHIALE DI NEBBIUNO (sotto la Chiesa)

Conduce: Simona Moroso Commento musicale: Corrado Boschetti


COMMENTO AL VANGELO
Il Vangelo di questa VI domenica di Pasqua ci presenta un brano del discorso che Gesù ha rivolto agli Apostoli nell’Ultima Cena (cfr Gv 14,23-29). Egli parla dell’opera dello Spirito Santo e fa una promessa: «Il Paraclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto» (v. 26). Mentre si avvicina il momento della croce, Gesù rassicura gli Apostoli che non rimarranno soli: con loro ci sarà sempre lo Spirito Santo, il Paraclito, che li sosterrà nella missione di portare il Vangelo in tutto il mondo. Nella lingua originale greca, il termine “Paraclito” sta a significare colui che si pone accanto, per sostenere e consolare. Gesù ritorna al Padre, ma continua ad istruire e animare i suoi discepoli mediante l’azione dello Spirito Santo.
In che cosa consiste la missione dello Spirito Santo che Gesù promette in dono? Lo dice Lui stesso: «Egli vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto». Nel corso della sua vita terrena, Gesù ha già trasmesso tutto quanto voleva affidare agli Apostoli: ha portato a compimento la Rivelazione divina, cioè tutto ciò che il Padre voleva dire all’umanità con l’incarnazione del Figlio. Il compito dello Spirito Santo è quello di far ricordare, cioè far comprendere in pienezza e indurre ad attuare concretamente gli insegnamenti di Gesù. E proprio questa è anche la missione della Chiesa, che la realizza attraverso un preciso stile di vita, caratterizzato da alcune esigenze: la fede nel Signore e l ’osservanza della sua Parola; la docilità all’azione dello Spirito, che rende continuamente vivo e presente il Signore Risorto; l’accoglienza della sua pace e la testimonianza resa ad essa con un atteggiamento di apertura e di incontro con l’altro.
Per realizzare tutto ciò la Chiesa non può rimanere statica, ma, con la partecipazione attiva di ciascun battezzato, è chiamata ad agire come una comunità in cammino, animata e sorretta dalla luce e dalla forza dello Spirito Santo che fa nuove tutte le cose. Si tratta di liberarsi dai legami mondani rappresentati dalle nostre vedute, dalle nostre strategie, dai nostri obiettivi, che spesso appesantiscono il cammino di fede, e porci in docile ascolto della Parola del Signore. Così è lo Spirito di Dio a guidarci e a guidare la Chiesa, affinché di essa risplenda l’autentico volto, bello e luminoso, voluto da Cristo.
Il Signore oggi ci invita ad aprire il cuore al dono dello Spirito Santo, affinché ci guidi nei sentieri della storia. Egli, giorno per giorno, ci educa alla logica del Vangelo, la logica dell’amore accogliente, “insegnandoci ogni cosa” e “ricordandoci tutto ciò che il Signore ci ha detto”. Maria, che in questo mese di maggio veneriamo e preghiamo con devozione speciale come nostra madre celeste, protegga sempre la Chiesa e l’intera umanità. Lei che, con fede umile e coraggiosa, ha cooperato pienamente con lo Spirito Santo per l’Incarnazione del Figlio di Dio, aiuti anche noi a lasciarci istruire e guidare dal Paraclito, perché possiamo accogliere la Parola di Dio e testimoniarla con la nostra vita.
(Papa Francesco)

Comunioni (Foglio Parrocchiale)

Nebbiuno Venerdì 13 maggio – CHIUSURA ANNO CATECHISTICO
ORE 16-17 Classi III, V e I media
ORE 15.30-17.30 Classe IV Prove Comunioni e confessioni

Sabato 14 maggio – Prime Confessioni
Dalle ore 9.00 a San Salvatore

Nebbiuno Domenica 15 maggio – Prime Comunioni
Riceveranno la prima Comunione:
Pietro, Emanuele, Lucia, Alessandro, Sara, Stefano, Riccardo, Biancamaria, Jaco, Edoardo, Melissa, Matias

GHEVIO DOMENICA 22 MAGGIO ore 11.15 – PRIME COMUNIONI
Riceveranno la prima Comunione:
Angelica, Arianna, Beatrice, Benedetta, Chiara, Daniele, Elena, Gabriel, Lionel, Martina, Valentina, William


PREGHIERA UPM Martedì 17 maggio ore 21.00
CHIESA MADONNA DI CAMPAGNA – VIA C. DAVICINI – LESA


COMMENTO AL VANGELO
Vi do un comandamento nuovo, che vi amiate gli uni gli altri.
Sì, ma di quale amore? Parola così abusata, parola che a pronunciarla male brucia le labbra, dicevano i rabbini. Noi confondiamo spesso l’amore con un’emozione o un’elemosina, con un gesto di solidarietà o un momento di condivisione.
Amare sovrasta tutto questo, perché contiene il brivido emozionante della scoperta dell’altro, che ti appare non più come un oggetto ma come un evento, come colui che ti dà il gusto del vivere, che spalanca sogni, che ha la forza dolce delle nascite, che ti fa nascere, con il meglio di te. Per amare devo guardare una persona con gli occhi di Dio, quando adotto il suo sguardo luminoso divento capace di scoprirne tutta la bellezza e grandezza e unicità. E da questo si sprigiona fervore, meraviglia, incanto del vivere. Io vado dall’altro come ad una fonte, e mi disseta. Allora lo posso amare, e nell’amore l’altro diventa il mio maestro, colui che mi fa camminare per nuovi sentieri. Allo stesso modo anche i due sposi devono amarsi come due maestri, ciascuno maestro dell’altro, ciascuno messo in cammino verso orizzonti più grandi. Lasciarsi abitare dalle ricchezze dell’altro, e la vita diventa immensamente più felice e libera. Allo stesso modo anche il povero che incontro o lo straniero che bussa alla mia porta li posso guardare come fossero i «nostri signori» (san Vincenzo de Paoli), e imparare quindi a dare come faceva Gesù: non come un ricco ma come un povero che riceve, come un mendicante d’amore. E pensare davanti al povero: sono io il povero, fatto ricco di te, dei tuoi occhi accesi, della tua storia, del tuo coraggio.
Vi do un comandamento nuovo. Non si tratta di una nuova ingiunzione, ma della regola che protegge la vita umana, dove sono riassunti del destino del mondo e la sorte di ognuno: «abbiamo tutti bisogno di molto amore per vivere bene» (Maritain).
Dove sta la novità? Già nell’Antico Testamento era scritto ama Dio con tutto il cuore, ama il prossimo tuo come te stesso.
La novità del comando sta nella parola successiva: Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.
Non dice quanto vi ho amato, impossibile per noi la sua misura, ma come Gesù, con il suo stile unico, con la sua eleganza gentile, con i capovolgimenti che ha portato, con la sua creatività: ha fatto cose che nessuno aveva fatto mai. I cristiani non sono quelli che amano (lo fanno in molti sotto tutte le latitudini) ma quelli che amano come Gesù: se io vi ho lavato i piedi così fate anche voi, fatelo a partire dai più stanchi, dai più piccoli, i vostri signori…

Come Lui, che non solo è amore, ma esclusivamente amore.


I settimana Quaresima (Foglio Parrocchiale)

Preghiera per la pace (Giovanni Paolo II)
Dio dei nostri Padri, grande e misericordioso, Signore della pace e della vita, Padre di tutti. Tu hai progetti di pace e non di afflizione, condanni le guerre e abbatti l’orgoglio dei violenti. Tu hai inviato il tuo Figlio Gesù ad annunziare la pace ai vicini e ai lontani, a riunire gli uomini di ogni razza e di ogni stirpe in una sola famiglia. Ascolta il grido unanime dei tuoi figli, supplica accorata di tutta l’umanità: mai più la guerra, avventura senza ritorno, mai più la guerra, spirale di lutti e di violenza; fai cessare questa guerra.
In comunione con Maria, la Madre di Gesù, ancora ti supplichiamo: parla ai cuori dei responsabili delle sorti dei popoli, ferma la logica della ritorsione e della vendetta, suggerisci con il tuo Spirito soluzioni nuove, gesti generosi ed onorevoli, spazi di dialogo e di paziente attesa più fecondi delle affrettate scadenze della guerra. Concedi al nostro tempo giorni di pace.
Mai più la guerra. Amen.


Venerazione della Croce – Martedì 15 marzo ore 21:00; Chiesa parrocchiale SS. Pietro e Paolo, Invorio Inferiore

Via Crucis – Venerdì 8 aprile ore 21:00; Carpugnino – Sagrato della Chiesa

Questioni di Fine Vita e Referendum Mancato
Lunedì 21 marzo ore 20:45; Pisano – Salone Comunale
Relatore: don Michele Aramini


FESTA DELLA DONNA 2022

OBIETTIVO Permettere alle ragazze giovanissime di sottrarsi a matrimoni precoci e indesiderati e di poter accedere all’istruzione.

PROGETTO II ricavato sarà destinato a favore delle spose bambine assistite dai missionari e volontari di Insieme si può… operanti in Uganda, Afghanistan, Brasile e Madagascar.

I volontari saranno presenti:

Sabato 5 e domenica 6 marzo: PARROCCHIE DI BROVELLO, MASSINO VISCONTI E STROPINO

Sabato 12 e domenica 13 marzo: PARROCCHIE DI GIGNESE, VEZZO, NEBBIUNO, FOSSENO, TAPIGLIANO, COLAZZA, PISANO, GHEVIO, INVORIO SUPERIORE E INVORIO INFERIORE

Al termine delle celebrazioni verranno distribuite piantine (offerta libera).


AGGIORNAMENTO: Oggi sono state distribuite le mimose per la Festa della Donna fuori dalla chiesa di San Giorgio di Nebbiuno, a cura di Insieme si può; il ricavato delle offerte andrà ai colpiti dalla guerra in Ucraina.

ORARI CATECHISMO – venerdì 11 marzo
Nebbiuno – Oratorio
15.30 – 16.30 Catechismo Scuole Elementari – Classi 3° e 4°
16.30 – 17.30 Catechismo Gruppo Medie
Pisano – Oratorio
16.00 – 17.00: Catechismo Scuole Elementari – Classe V° – 1° turno
17.00 – 18.00: Catechismo Scuole Elementari – Classe V° – 2° turno

2/3 Le Ceneri: Staffetta di preghiera per la pace

Gesù ci ha insegnato che all’insensatezza diabolica della violenza si risponde con le armi di Dio, con la preghiera e il digiuno. Invito tutti a fare il prossimo 2 marzo, Mercoledì delle Ceneri, una giornata di digiuno per la pace. Incoraggio in modo speciale i credenti, perché in quel giorno si dedichino intensamente alla preghiera e al digiuno. La Regina della Pace preservi il mondo dalla follia della guerra. – Papa Francesco

MERCOLEDI’ 2 MARZO

  • Dalle 6 alle 8, Lesa, Madonna di Campagna: Adorazione Eucaristica e imposizione Ceneri
  • Dalle 9:30 alle 10:30, Colazza: Adorazione Eucaristica e imposizione Ceneri
  • Dalle 10:30 alle 16:30, Massino Visconti – S. Michele: Adorazione Eucaristica silenziosa
  • Dalle 16:30 alle 17:30, Meina – Parrocchia: Rosario per la pace e Santa Messa
  • Dalle 17:30 alle 18:30, Ghevio – Parrocchia: Rosario per la pace e Santa Messa
  • Dalle 17 alle 18, Belgirate: Rosario per la pace e Santa Messa
  • Dalle 17:40 alle 18, Invorio: Rosario per la pace
  • Dalle 19:30 alle 21, Nebbiuno: Adorazione Eucaristica e Santa Messa
  • Dalle 20:30 alle 21:30, Massino – Parrocchia: Santa Messa e Benedizione Eucaristica
  • Dalle 21 alle 22, Solcio: Vespro e imposizione Ceneri

Nelle Sante Messe saà possibile ricevere l’imposizione delle Ceneri.

Candelora – S. Biagio – S. Agata (Foglio Parrocchiale)

O Dio, che nel profeta accolto dai pagani e rifiutato in patria manifesti il dramma dell’umanità che accetta o respinge la tua salvezza, fa che nella tua Chiesa non venga meno il coraggio dell’annunzio missionario del Vangelo.

UNITA’ PASTORALE DEL VERGANTE – AVVENTO DI CARITA’ 2021
Progetto “ Un maestro per il Ciad”
NEBBIUNO € 3.000
LESA € 2.000
MASSINO, BROVELLO, CARP. STROP. € 600
INVORIO SUP. INF. € 590
MEINA € 592
GHEVIO € 150
INSIEME SI PUO’ (per arrotondamento) € 68

TOTALE € 7.000
N.B. A dicembre la parrocchia di Ghevio ha donato 400 euro con l’acquisto del
cioccolato per il progetto sanitario (Chiara Martini) in Ciad.

“Nessun profeta è bene accetto nella sua patria “
Simon Pietro vive un momento unico della sua vita a contatto con il Signore Gesù tanto da sentirsi così «peccatore» (Lc 5,8) da poter dare alla sua vita un colpo d’ala. Così comincia a sognare un cammino completamente diverso non solo per se stesso, ma anche per coloro che – da sempre – sono i suoi compagni di lavoro, tanto che insieme «lasciarono tutto e lo seguirono» (5,11). Al cuore della liturgia della Parola di questa domenica vi è un simbolo tanto raro quanto eloquente: «Allora uno dei serafini volò verso di me; teneva in mano un carbone ardente che aveva preso con le molle dall’altare» (Is 6,6). Proprio nel momento in cui il profeta si sente perduto e quasi annientato dalla santità dell’Altissimo, qualcosa si muove tanto che la vita stessa di Dio, attraverso la mediazione di un serafino, si avvicina e, in certo modo, si consegna e si affida alla nostra umanità: «Ecco, questo ha toccato le tue labbra, perciò è scomparsa la tua colpa e il tuo peccato è espiato» (6,7). Alle parole del serafino sembrano fare eco in modo ancora più radicale quelle che il Signore Gesù rivolge a Simon Pietro: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini» (Lc 5,10). Possiamo così ben dire che il Signore Gesù è quel «carbone ardente» che toccò le labbra del profeta e che riaprì alla speranza il cuore di Simone il pescatore.
Oggi siamo noi ad avere bisogno di questo tocco infuocato che è capace di rimettere in mare la nostra vita e di permetterci così di riprendere il nostro cammino: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca» (5,4). Prendere il largo ci è possibile solo nella misura in cui ci lasciamo toccare profondamente dal passaggio di Dio nella nostra vita. Questo passaggio ci permette di ritrovare le vie del nostro cuore fino a darci la possibilità di ripetere le parole dell’altro apostolo: «Per grazia di Dio, però, sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana» (1Cor 15,10). Simon Pietro dice: «Sono un peccatore», il Signore Gesù promette: «Sarai pescatore di uomini»! Il Signore vede di noi ciò che noi non riusciamo a vedere. Il suo sguardo è più «ardente» del carbone che purifica le labbra di Isaia e ci rende così peccatori perdonati testimoni di un perdono capace di rinnovare tutto, fino a rendere possibile ciò che mai avremmo potuto immaginare di poter diventare senza smettere di essere quello che siamo.

Foglio Parrocchiale

O Padre, tu hai mandato il Cristo, re e profeta, ad annunziare ai poveri il lieto messaggio del tuo regno, fa che la sua parola, che oggi risuona nella Chiesa, ci edifichi in un corpo solo e ci renda strumento di liberazione e di salvezza.

Tempo di semina – intenzioni di preghiera per le vocazioni
A cura del Seminario Vescovile San Gaudenzio

INTERCESSIONE ALLA SANTA TRINITÀ’

23 gennaio- Domenica: per la vocazione alla santità/vita battesimale: o Santissima Trinità, dona alla Chiesa di essere testimone libera e gioiosa del vangelo, perché tanti uomini di buona volontà possano scegliere la vita cristiana come vocazione che illumina la propria esistenza. Preghiamo.
24 gennaio- Lunedì: per uomini e donne in ricerca: o Santissima Trinità, rischiara il cammino di coloro che cercano ciò che può dare senso alla propria vita, e spargi a piene mani vocazioni di ogni tipo nel campo della Chiesa. Preghiamo
25 gennaio- Martedì: per la vita contemplativa: o Santissima Trinità, affascina sempre uomini e donne amanti del tuo volto perché molti scelgano di dedicare tutta l’esistenza, in modo assoluto, a contemplare il tuo mistero. Preghiamo
26 gennaio- Mercoledì: per la vita consacrata/religiosa attiva: o Santissima Trinità, in questo tempo di penuria di vocazioni alla vita consacrata, ti chiediamo che tanti scoprano la bellezza della vita fraterna e del servizio. Preghiamo
27 gennaio- Giovedì: per i sacerdoti: o Santissima Trinità, spargi a piene mani chiamate al sacerdozio ministeriale, fa’ che il desiderio della stola e del grembiule muova a scelte coraggiose verso il seminario.
28 gennaio- Venerdì: per gli sposi: o Santissima Trinità, fa’ che tanti scoprano la profondità del sacramento nuziale e lo scelgano mettendosi a servizio della chiamata evangelizzatrice della Chiesa. Preghiamo
29 gennaio- Sabato: per i/le laici/che consacrati/e: o Santissima Trinità, chiama ancora laici e laiche a consacrarsi e a diventare sale che dà sapore e senso alla vita quotidiana e alle relazioni lavorative.
Preghiamo

III Domenica tempo Ordinario – “Oggi si è compiuta questa scrittura”
La sorpresa più grande per gli ascoltatori è il commento che Gesù fa al testo letto. Una frase lapidaria, breve soprattutto carica di un’autorevolezza senza paragoni, anzi senza appello:
«Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato» (Lc 4,21).
Ciò che i presenti hanno visto, quel Gesù loro concittadino che ha letto il testo di Isaia, è proprio il compimento di quella parola che il profeta ha annunciato per un futuro misterioso e che hanno udito oggi. E allora come reagiscono di fronte a questa rivelazione inaspettata? Dopo un probabile sgomento per una parola che non si aspettavano e una prima reazione di meraviglia, ecco subito un interrogativo molto banale e plausibile: ma quello che ci ha detto queste cose, «non è costui il figlio di Giuseppe?» (4,22). È Gesù stesso a dare una risposta a questa domanda e a tante altre rimaste inespresse nel cuore.
Gesù sa bene che quella domanda è molto pericolosa. Essa non è una semplice constatazione, ma nasconde una duplice pretesa: quella di conoscere veramente chi è Gesù e illudersi di poter utilizzare ciò che lui promette per se stessi, per i propri bisogni immediati. In fondo la duplice pretesa è questa: non credere veramente che Dio possa agire nella storia dell’uomo con gli strumenti più semplici, più conosciuti e strumentalizzare la salvezza per sé, trattenerla per i propri bisogni. Questa è la pretesa che Gesù, con linguaggio sapienziale e citando due esempi di profeti, mette allo scoperto. E smascherando i ragionamenti inconfessati nascosti nel cuore dei nazaretani, li obbliga a pronunciarsi. Di fronte a quell’oggi che lui annuncia come salvezza realizzata nella sua persona, non possono rimanere neutrali, non possono nascondersi dietro ai loro interrogativi. E certamente questo modo di procedere di Gesù li irrita terribilmente. Scompare ogni stupore: si sentono come traditi e disillusi. Ed è interessante il gesto che compiono: «Lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte […], per gettarlo giù» (4,29). Hanno dovuto prendere una posizione e questa non solo è il rifiuto, ma il tentativo di cancellare questa presenza scomoda dalla loro vista. Come i profeti, Gesù è portatore di una Parola di Dio che è sempre diversa da quella che l’uomo attende e pretende. Questo è il rischio dell’incredulità: prevedere, controllare e strumentalizzare l’agire di Dio. E quando Dio ci incontra in un modo inaspettato, quando ci rivolge una parola che non attendevamo, ecco allora l’incredulità. E questa aumenta quando pretendiamo di poter sperimentare nella nostra vita sempre un volto spettacolare e potente di Dio.