Azione Cattolica – Presentazione Libro Anna Fornara (Foglio Parrocchiale)

Dio mio, Trinità santa, sii tu la mia dimora, il mio nido, la casa paterna da cui non devo mai uscire. Che io rimanga in te non per qualche istante… ma in modo permanente, abituale. Che io preghi in te, adori in te, soffra in te lavori e agisca in te… Signore fa che ogni giorno mi inoltri di più in questo sentiero che conduce a te.
(Elisabetta della Trinità)


INCONTRO MENSILE AZIONE CATTOLICA

DOMENICA 29 MAGGIO 2022 – CHIESA DI S. GIORGIO NEBBIUNO ORE 15.30


DOMENICA 29 MAGGIO ore 17.00
Presentazione del libro di Annamaria Fornara L’ULTIMA A MORIRE

LANCIATO Al SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO

L’evento si terrà nel prato della CASA PARROCCHIALE DI NEBBIUNO (sotto la Chiesa)

Conduce: Simona Moroso Commento musicale: Corrado Boschetti


COMMENTO AL VANGELO
Il Vangelo di questa VI domenica di Pasqua ci presenta un brano del discorso che Gesù ha rivolto agli Apostoli nell’Ultima Cena (cfr Gv 14,23-29). Egli parla dell’opera dello Spirito Santo e fa una promessa: «Il Paraclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto» (v. 26). Mentre si avvicina il momento della croce, Gesù rassicura gli Apostoli che non rimarranno soli: con loro ci sarà sempre lo Spirito Santo, il Paraclito, che li sosterrà nella missione di portare il Vangelo in tutto il mondo. Nella lingua originale greca, il termine “Paraclito” sta a significare colui che si pone accanto, per sostenere e consolare. Gesù ritorna al Padre, ma continua ad istruire e animare i suoi discepoli mediante l’azione dello Spirito Santo.
In che cosa consiste la missione dello Spirito Santo che Gesù promette in dono? Lo dice Lui stesso: «Egli vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto». Nel corso della sua vita terrena, Gesù ha già trasmesso tutto quanto voleva affidare agli Apostoli: ha portato a compimento la Rivelazione divina, cioè tutto ciò che il Padre voleva dire all’umanità con l’incarnazione del Figlio. Il compito dello Spirito Santo è quello di far ricordare, cioè far comprendere in pienezza e indurre ad attuare concretamente gli insegnamenti di Gesù. E proprio questa è anche la missione della Chiesa, che la realizza attraverso un preciso stile di vita, caratterizzato da alcune esigenze: la fede nel Signore e l ’osservanza della sua Parola; la docilità all’azione dello Spirito, che rende continuamente vivo e presente il Signore Risorto; l’accoglienza della sua pace e la testimonianza resa ad essa con un atteggiamento di apertura e di incontro con l’altro.
Per realizzare tutto ciò la Chiesa non può rimanere statica, ma, con la partecipazione attiva di ciascun battezzato, è chiamata ad agire come una comunità in cammino, animata e sorretta dalla luce e dalla forza dello Spirito Santo che fa nuove tutte le cose. Si tratta di liberarsi dai legami mondani rappresentati dalle nostre vedute, dalle nostre strategie, dai nostri obiettivi, che spesso appesantiscono il cammino di fede, e porci in docile ascolto della Parola del Signore. Così è lo Spirito di Dio a guidarci e a guidare la Chiesa, affinché di essa risplenda l’autentico volto, bello e luminoso, voluto da Cristo.
Il Signore oggi ci invita ad aprire il cuore al dono dello Spirito Santo, affinché ci guidi nei sentieri della storia. Egli, giorno per giorno, ci educa alla logica del Vangelo, la logica dell’amore accogliente, “insegnandoci ogni cosa” e “ricordandoci tutto ciò che il Signore ci ha detto”. Maria, che in questo mese di maggio veneriamo e preghiamo con devozione speciale come nostra madre celeste, protegga sempre la Chiesa e l’intera umanità. Lei che, con fede umile e coraggiosa, ha cooperato pienamente con lo Spirito Santo per l’Incarnazione del Figlio di Dio, aiuti anche noi a lasciarci istruire e guidare dal Paraclito, perché possiamo accogliere la Parola di Dio e testimoniarla con la nostra vita.
(Papa Francesco)

Comunioni (Foglio Parrocchiale)

Nebbiuno Venerdì 13 maggio – CHIUSURA ANNO CATECHISTICO
ORE 16-17 Classi III, V e I media
ORE 15.30-17.30 Classe IV Prove Comunioni e confessioni

Sabato 14 maggio – Prime Confessioni
Dalle ore 9.00 a San Salvatore

Nebbiuno Domenica 15 maggio – Prime Comunioni
Riceveranno la prima Comunione:
Pietro, Emanuele, Lucia, Alessandro, Sara, Stefano, Riccardo, Biancamaria, Jaco, Edoardo, Melissa, Matias

GHEVIO DOMENICA 22 MAGGIO ore 11.15 – PRIME COMUNIONI
Riceveranno la prima Comunione:
Angelica, Arianna, Beatrice, Benedetta, Chiara, Daniele, Elena, Gabriel, Lionel, Martina, Valentina, William


PREGHIERA UPM Martedì 17 maggio ore 21.00
CHIESA MADONNA DI CAMPAGNA – VIA C. DAVICINI – LESA


COMMENTO AL VANGELO
Vi do un comandamento nuovo, che vi amiate gli uni gli altri.
Sì, ma di quale amore? Parola così abusata, parola che a pronunciarla male brucia le labbra, dicevano i rabbini. Noi confondiamo spesso l’amore con un’emozione o un’elemosina, con un gesto di solidarietà o un momento di condivisione.
Amare sovrasta tutto questo, perché contiene il brivido emozionante della scoperta dell’altro, che ti appare non più come un oggetto ma come un evento, come colui che ti dà il gusto del vivere, che spalanca sogni, che ha la forza dolce delle nascite, che ti fa nascere, con il meglio di te. Per amare devo guardare una persona con gli occhi di Dio, quando adotto il suo sguardo luminoso divento capace di scoprirne tutta la bellezza e grandezza e unicità. E da questo si sprigiona fervore, meraviglia, incanto del vivere. Io vado dall’altro come ad una fonte, e mi disseta. Allora lo posso amare, e nell’amore l’altro diventa il mio maestro, colui che mi fa camminare per nuovi sentieri. Allo stesso modo anche i due sposi devono amarsi come due maestri, ciascuno maestro dell’altro, ciascuno messo in cammino verso orizzonti più grandi. Lasciarsi abitare dalle ricchezze dell’altro, e la vita diventa immensamente più felice e libera. Allo stesso modo anche il povero che incontro o lo straniero che bussa alla mia porta li posso guardare come fossero i «nostri signori» (san Vincenzo de Paoli), e imparare quindi a dare come faceva Gesù: non come un ricco ma come un povero che riceve, come un mendicante d’amore. E pensare davanti al povero: sono io il povero, fatto ricco di te, dei tuoi occhi accesi, della tua storia, del tuo coraggio.
Vi do un comandamento nuovo. Non si tratta di una nuova ingiunzione, ma della regola che protegge la vita umana, dove sono riassunti del destino del mondo e la sorte di ognuno: «abbiamo tutti bisogno di molto amore per vivere bene» (Maritain).
Dove sta la novità? Già nell’Antico Testamento era scritto ama Dio con tutto il cuore, ama il prossimo tuo come te stesso.
La novità del comando sta nella parola successiva: Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.
Non dice quanto vi ho amato, impossibile per noi la sua misura, ma come Gesù, con il suo stile unico, con la sua eleganza gentile, con i capovolgimenti che ha portato, con la sua creatività: ha fatto cose che nessuno aveva fatto mai. I cristiani non sono quelli che amano (lo fanno in molti sotto tutte le latitudini) ma quelli che amano come Gesù: se io vi ho lavato i piedi così fate anche voi, fatelo a partire dai più stanchi, dai più piccoli, i vostri signori…

Come Lui, che non solo è amore, ma esclusivamente amore.


I settimana Quaresima (Foglio Parrocchiale)

Preghiera per la pace (Giovanni Paolo II)
Dio dei nostri Padri, grande e misericordioso, Signore della pace e della vita, Padre di tutti. Tu hai progetti di pace e non di afflizione, condanni le guerre e abbatti l’orgoglio dei violenti. Tu hai inviato il tuo Figlio Gesù ad annunziare la pace ai vicini e ai lontani, a riunire gli uomini di ogni razza e di ogni stirpe in una sola famiglia. Ascolta il grido unanime dei tuoi figli, supplica accorata di tutta l’umanità: mai più la guerra, avventura senza ritorno, mai più la guerra, spirale di lutti e di violenza; fai cessare questa guerra.
In comunione con Maria, la Madre di Gesù, ancora ti supplichiamo: parla ai cuori dei responsabili delle sorti dei popoli, ferma la logica della ritorsione e della vendetta, suggerisci con il tuo Spirito soluzioni nuove, gesti generosi ed onorevoli, spazi di dialogo e di paziente attesa più fecondi delle affrettate scadenze della guerra. Concedi al nostro tempo giorni di pace.
Mai più la guerra. Amen.


Venerazione della Croce – Martedì 15 marzo ore 21:00; Chiesa parrocchiale SS. Pietro e Paolo, Invorio Inferiore

Via Crucis – Venerdì 8 aprile ore 21:00; Carpugnino – Sagrato della Chiesa

Questioni di Fine Vita e Referendum Mancato
Lunedì 21 marzo ore 20:45; Pisano – Salone Comunale
Relatore: don Michele Aramini


FESTA DELLA DONNA 2022

OBIETTIVO Permettere alle ragazze giovanissime di sottrarsi a matrimoni precoci e indesiderati e di poter accedere all’istruzione.

PROGETTO II ricavato sarà destinato a favore delle spose bambine assistite dai missionari e volontari di Insieme si può… operanti in Uganda, Afghanistan, Brasile e Madagascar.

I volontari saranno presenti:

Sabato 5 e domenica 6 marzo: PARROCCHIE DI BROVELLO, MASSINO VISCONTI E STROPINO

Sabato 12 e domenica 13 marzo: PARROCCHIE DI GIGNESE, VEZZO, NEBBIUNO, FOSSENO, TAPIGLIANO, COLAZZA, PISANO, GHEVIO, INVORIO SUPERIORE E INVORIO INFERIORE

Al termine delle celebrazioni verranno distribuite piantine (offerta libera).


AGGIORNAMENTO: Oggi sono state distribuite le mimose per la Festa della Donna fuori dalla chiesa di San Giorgio di Nebbiuno, a cura di Insieme si può; il ricavato delle offerte andrà ai colpiti dalla guerra in Ucraina.

ORARI CATECHISMO – venerdì 11 marzo
Nebbiuno – Oratorio
15.30 – 16.30 Catechismo Scuole Elementari – Classi 3° e 4°
16.30 – 17.30 Catechismo Gruppo Medie
Pisano – Oratorio
16.00 – 17.00: Catechismo Scuole Elementari – Classe V° – 1° turno
17.00 – 18.00: Catechismo Scuole Elementari – Classe V° – 2° turno

2/3 Le Ceneri: Staffetta di preghiera per la pace

Gesù ci ha insegnato che all’insensatezza diabolica della violenza si risponde con le armi di Dio, con la preghiera e il digiuno. Invito tutti a fare il prossimo 2 marzo, Mercoledì delle Ceneri, una giornata di digiuno per la pace. Incoraggio in modo speciale i credenti, perché in quel giorno si dedichino intensamente alla preghiera e al digiuno. La Regina della Pace preservi il mondo dalla follia della guerra. – Papa Francesco

MERCOLEDI’ 2 MARZO

  • Dalle 6 alle 8, Lesa, Madonna di Campagna: Adorazione Eucaristica e imposizione Ceneri
  • Dalle 9:30 alle 10:30, Colazza: Adorazione Eucaristica e imposizione Ceneri
  • Dalle 10:30 alle 16:30, Massino Visconti – S. Michele: Adorazione Eucaristica silenziosa
  • Dalle 16:30 alle 17:30, Meina – Parrocchia: Rosario per la pace e Santa Messa
  • Dalle 17:30 alle 18:30, Ghevio – Parrocchia: Rosario per la pace e Santa Messa
  • Dalle 17 alle 18, Belgirate: Rosario per la pace e Santa Messa
  • Dalle 17:40 alle 18, Invorio: Rosario per la pace
  • Dalle 19:30 alle 21, Nebbiuno: Adorazione Eucaristica e Santa Messa
  • Dalle 20:30 alle 21:30, Massino – Parrocchia: Santa Messa e Benedizione Eucaristica
  • Dalle 21 alle 22, Solcio: Vespro e imposizione Ceneri

Nelle Sante Messe saà possibile ricevere l’imposizione delle Ceneri.

Candelora – S. Biagio – S. Agata (Foglio Parrocchiale)

O Dio, che nel profeta accolto dai pagani e rifiutato in patria manifesti il dramma dell’umanità che accetta o respinge la tua salvezza, fa che nella tua Chiesa non venga meno il coraggio dell’annunzio missionario del Vangelo.

UNITA’ PASTORALE DEL VERGANTE – AVVENTO DI CARITA’ 2021
Progetto “ Un maestro per il Ciad”
NEBBIUNO € 3.000
LESA € 2.000
MASSINO, BROVELLO, CARP. STROP. € 600
INVORIO SUP. INF. € 590
MEINA € 592
GHEVIO € 150
INSIEME SI PUO’ (per arrotondamento) € 68

TOTALE € 7.000
N.B. A dicembre la parrocchia di Ghevio ha donato 400 euro con l’acquisto del
cioccolato per il progetto sanitario (Chiara Martini) in Ciad.

“Nessun profeta è bene accetto nella sua patria “
Simon Pietro vive un momento unico della sua vita a contatto con il Signore Gesù tanto da sentirsi così «peccatore» (Lc 5,8) da poter dare alla sua vita un colpo d’ala. Così comincia a sognare un cammino completamente diverso non solo per se stesso, ma anche per coloro che – da sempre – sono i suoi compagni di lavoro, tanto che insieme «lasciarono tutto e lo seguirono» (5,11). Al cuore della liturgia della Parola di questa domenica vi è un simbolo tanto raro quanto eloquente: «Allora uno dei serafini volò verso di me; teneva in mano un carbone ardente che aveva preso con le molle dall’altare» (Is 6,6). Proprio nel momento in cui il profeta si sente perduto e quasi annientato dalla santità dell’Altissimo, qualcosa si muove tanto che la vita stessa di Dio, attraverso la mediazione di un serafino, si avvicina e, in certo modo, si consegna e si affida alla nostra umanità: «Ecco, questo ha toccato le tue labbra, perciò è scomparsa la tua colpa e il tuo peccato è espiato» (6,7). Alle parole del serafino sembrano fare eco in modo ancora più radicale quelle che il Signore Gesù rivolge a Simon Pietro: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini» (Lc 5,10). Possiamo così ben dire che il Signore Gesù è quel «carbone ardente» che toccò le labbra del profeta e che riaprì alla speranza il cuore di Simone il pescatore.
Oggi siamo noi ad avere bisogno di questo tocco infuocato che è capace di rimettere in mare la nostra vita e di permetterci così di riprendere il nostro cammino: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca» (5,4). Prendere il largo ci è possibile solo nella misura in cui ci lasciamo toccare profondamente dal passaggio di Dio nella nostra vita. Questo passaggio ci permette di ritrovare le vie del nostro cuore fino a darci la possibilità di ripetere le parole dell’altro apostolo: «Per grazia di Dio, però, sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana» (1Cor 15,10). Simon Pietro dice: «Sono un peccatore», il Signore Gesù promette: «Sarai pescatore di uomini»! Il Signore vede di noi ciò che noi non riusciamo a vedere. Il suo sguardo è più «ardente» del carbone che purifica le labbra di Isaia e ci rende così peccatori perdonati testimoni di un perdono capace di rinnovare tutto, fino a rendere possibile ciò che mai avremmo potuto immaginare di poter diventare senza smettere di essere quello che siamo.

Foglio Parrocchiale

O Padre, tu hai mandato il Cristo, re e profeta, ad annunziare ai poveri il lieto messaggio del tuo regno, fa che la sua parola, che oggi risuona nella Chiesa, ci edifichi in un corpo solo e ci renda strumento di liberazione e di salvezza.

Tempo di semina – intenzioni di preghiera per le vocazioni
A cura del Seminario Vescovile San Gaudenzio

INTERCESSIONE ALLA SANTA TRINITÀ’

23 gennaio- Domenica: per la vocazione alla santità/vita battesimale: o Santissima Trinità, dona alla Chiesa di essere testimone libera e gioiosa del vangelo, perché tanti uomini di buona volontà possano scegliere la vita cristiana come vocazione che illumina la propria esistenza. Preghiamo.
24 gennaio- Lunedì: per uomini e donne in ricerca: o Santissima Trinità, rischiara il cammino di coloro che cercano ciò che può dare senso alla propria vita, e spargi a piene mani vocazioni di ogni tipo nel campo della Chiesa. Preghiamo
25 gennaio- Martedì: per la vita contemplativa: o Santissima Trinità, affascina sempre uomini e donne amanti del tuo volto perché molti scelgano di dedicare tutta l’esistenza, in modo assoluto, a contemplare il tuo mistero. Preghiamo
26 gennaio- Mercoledì: per la vita consacrata/religiosa attiva: o Santissima Trinità, in questo tempo di penuria di vocazioni alla vita consacrata, ti chiediamo che tanti scoprano la bellezza della vita fraterna e del servizio. Preghiamo
27 gennaio- Giovedì: per i sacerdoti: o Santissima Trinità, spargi a piene mani chiamate al sacerdozio ministeriale, fa’ che il desiderio della stola e del grembiule muova a scelte coraggiose verso il seminario.
28 gennaio- Venerdì: per gli sposi: o Santissima Trinità, fa’ che tanti scoprano la profondità del sacramento nuziale e lo scelgano mettendosi a servizio della chiamata evangelizzatrice della Chiesa. Preghiamo
29 gennaio- Sabato: per i/le laici/che consacrati/e: o Santissima Trinità, chiama ancora laici e laiche a consacrarsi e a diventare sale che dà sapore e senso alla vita quotidiana e alle relazioni lavorative.
Preghiamo

III Domenica tempo Ordinario – “Oggi si è compiuta questa scrittura”
La sorpresa più grande per gli ascoltatori è il commento che Gesù fa al testo letto. Una frase lapidaria, breve soprattutto carica di un’autorevolezza senza paragoni, anzi senza appello:
«Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato» (Lc 4,21).
Ciò che i presenti hanno visto, quel Gesù loro concittadino che ha letto il testo di Isaia, è proprio il compimento di quella parola che il profeta ha annunciato per un futuro misterioso e che hanno udito oggi. E allora come reagiscono di fronte a questa rivelazione inaspettata? Dopo un probabile sgomento per una parola che non si aspettavano e una prima reazione di meraviglia, ecco subito un interrogativo molto banale e plausibile: ma quello che ci ha detto queste cose, «non è costui il figlio di Giuseppe?» (4,22). È Gesù stesso a dare una risposta a questa domanda e a tante altre rimaste inespresse nel cuore.
Gesù sa bene che quella domanda è molto pericolosa. Essa non è una semplice constatazione, ma nasconde una duplice pretesa: quella di conoscere veramente chi è Gesù e illudersi di poter utilizzare ciò che lui promette per se stessi, per i propri bisogni immediati. In fondo la duplice pretesa è questa: non credere veramente che Dio possa agire nella storia dell’uomo con gli strumenti più semplici, più conosciuti e strumentalizzare la salvezza per sé, trattenerla per i propri bisogni. Questa è la pretesa che Gesù, con linguaggio sapienziale e citando due esempi di profeti, mette allo scoperto. E smascherando i ragionamenti inconfessati nascosti nel cuore dei nazaretani, li obbliga a pronunciarsi. Di fronte a quell’oggi che lui annuncia come salvezza realizzata nella sua persona, non possono rimanere neutrali, non possono nascondersi dietro ai loro interrogativi. E certamente questo modo di procedere di Gesù li irrita terribilmente. Scompare ogni stupore: si sentono come traditi e disillusi. Ed è interessante il gesto che compiono: «Lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte […], per gettarlo giù» (4,29). Hanno dovuto prendere una posizione e questa non solo è il rifiuto, ma il tentativo di cancellare questa presenza scomoda dalla loro vista. Come i profeti, Gesù è portatore di una Parola di Dio che è sempre diversa da quella che l’uomo attende e pretende. Questo è il rischio dell’incredulità: prevedere, controllare e strumentalizzare l’agire di Dio. E quando Dio ci incontra in un modo inaspettato, quando ci rivolge una parola che non attendevamo, ecco allora l’incredulità. E questa aumenta quando pretendiamo di poter sperimentare nella nostra vita sempre un volto spettacolare e potente di Dio.

Nozze di Cana – Preghiera per l’unità dei cristiani (Foglio Parrocchiale)

La madre di Gesù compare solo qui a Cana e ricompare nuovamente accanto al discepolo sotto la croce. Sulle labbra di Maria una sola parola, e questa è per noi: “qualsiasi cosa vi dica, fatela”. Siamo disposti a lasciarci andare nelle mani amorose dello Sposo, di Gesù?


MARTEDI’ 18 GENNAIO ore 21.00 – PARROCCHIA DI LESA
PREGHIERA ECUMENICA per l’unità dei cristiani


Tempo di semina – intenzioni di preghiera per le vocazioni
A cura del Seminario Vescovile San Gaudenzio
AFFIDAMENTO allo SPIRITO SANTO
16 gennaio- Domenica: per la vocazione alla santità/vita battesimale: o Santo Spirito, fa’ che ogni cristiano trovi nell’affidamento a te la strada per vivere con speranza la propria vocazione battesimale. Preghiamo
17 gennaio- Lunedì: per uomini e donne in ricerca: o Spirito di luce, riempi coloro che stanno cercando, perché siano fiduciosi nel loro tentare di trovare la strada che hai pensato per loro. Preghiamo
18 gennaio- Martedì: per la vita contemplativa: o Spirito Consolatore, dona al cuore di tutti contemplativi tanta fiducia, perché vivano con fervore la chiamata alla preghiera. Preghiamo
19 gennaio- Mercoledì: per la vita consacrata/religiosa attiva: o Spirito di discernimento, illumina il cammino di religiosi e religiose, perché si affidino a te nel ricercare le vie di piena realizzazione che
hai pensato per loro. Preghiamo
20 gennaio- Giovedì: per i sacerdoti: o Spirito di vita, nella fatica e nella prova fa’ che ogni sacerdote si affidi corpo e anima a te, per riscoprire la preziosità del suo ministero. Preghiamo
21 gennaio- Venerdì: per gli sposi: o Spirito di amore, dona agli sposi cristiani di trovare nel mutuo affidamento la via per scoprire quanto è grande la fiducia che tu accordi loro. Preghiamo
22 gennaio- Sabato: per i/le laici/che consacrati/e: o Spirito Paraclito, stai accanto a coloro che vivono consacrati nel mondo, perché nell’affidarsi a te possano splendere nella loro testimonianza. Preghiamo

Battesimo di Gesù (Foglio Parrocchiale)

Padre di immensa gloria, tu hai consacrato con potenza di Spirito Santo il tuo Verbo fatto uomo, e lo hai stabilito luce del mondo e alleanza di pace per tutti i popoli; concedi a noi, che oggi celebriamo il mistero del tuo battesimo nel Giordano, di vivere come fedeli imitatori del tuo Figlio prediletto, in cui il tuo amore si compiace.

Un maestro per il Ciad
Con la vendita delle formelle di lana per l’albero di Natale e i mercatini sono stati raccolti ben € 2.960!
Verranno inviati a Don Fabrizio per fare studiare, come maestri elementari, alcuni giovani del posto.
Si ringraziano quanti hanno collaborato a realizzare le formelle di lana e quanti con le loro offerte hanno permesso di raggiungere questa ragguardevole cifra. Vi terremo aggiornati sul proseguimento del progetto.

“E’ lo Spirito che apre gli occhi del cuore alla verità, tutta la verità. E’ lo Spirito che spinge la nostra vita sul sentiero della carità. È lo Spirito il dono che il Padre ha fatto a ciascuno di noi nel giorno del nostro battesimo. È lo Spirito che ci trasmette la tenerezza del perdono divino”. (Papa Francesco)

Battesimo del Signore
Letture Is. 40,1-5.9-11; Salmo 103;
Tt. 2,11-14;3,4-7;
Lc. 3,15-16,21-22
Il Salmo responsoriale ci ricorda il modo di fare proprio di Dio, che “costruisce sulle acque”. La nostra vita di fede è costruita sulle acque del battesimo, vale a dire non su noi stessi bensì su quello che siamo “per mezzo di Gesù Cristo, per sua grazia”. La prima lettura è come se concludesse il tempo di Natale riportandoci ai toni dell’Avvento e con una voce ancora più squillante grida: “Ecco il vostro Dio!”. Il suo volto risplende su quello di Gesù, il quale riceve “anche lui” il battesimo di Giovanni mettendosi in fila con i pubblicani e i peccatori a cui annuncerà, in modo privilegiato e non esclusivo, il suo Vangelo di salvezza mostrando loro il Vangelo dell’accoglienza. Il Battista non approfitta del suo ascendente ascetico per attirare a se stesso, ma indica il Messia che, dopo essersi messo in fila, “stava in preghiera”. Solo ora il Padre può e vuole parlare: ”Tu sei…!”

Tempo di semina intenzioni di preghiera per le vocazioni
A cura del Seminario Vescovile San Gaudenzio
PERDONO al FIGLIO
9 gennaio – Domenica: per la vocazione alla santità/vita battesimale – O Gesù misericordioso, ti chiediamo di perdonare i peccati di tutti i cristiani, la non conformità alla legge dell’amore che tu ci hai dato. Preghiamo
10 gennaio – Lunedì: per uomini e donne in ricerca – O Signore, perdonaci quando, per tante delusioni, smettiamo di cercare la tua volontà, il tuo progetto su di noi, la nostra vocazione. Preghiamo
11 gennaio – Martedì: per la vita contemplativa – O nostro Sposo e Redentore, perdona i monaci e le monache per quando non sono segno e profezia di vita eterna e si allontanano da te. Preghiamo
12 gennaio – Mercoledì: per la vita consacrata/religiosa attiva – O Salvatore nostro, perdona le consacrate e gli istituti religiosi che non valorizzano appieno la forza evangelizzatrice del proprio carisma. Preghiamo
13 gennaio – Giovedì: per i sacerdoti – O nostro Pastore, dimentica le colpe e le superficialità dei tuoi sacerdoti; dona loro di frequentare con assiduità il santo sacramento della riconciliazione. Preghiamo
14 gennaio – Venerdì: per gli sposi – O Cristo, Figlio di Dio, in questo tempo di grande fatica per le coppie sposate, dona loro perdono e forza per perdonarsi. Preghiamo
15 gennaio – Sabato: per i/le laici/che consacrati/e – O Maestro, perdona i tuoi laici consacrati la cui testimonianza si è disciolta senza mostrare la differenza cristiana. Preghiamo

Capodanno – Epifania (Foglio Parrocchiale)

O Dio, nostro Padre, che nel Verbo venuto ad abitare in mezzo a noi riveli al mondo la tua gloria, illumina gli occhi del nostro cuore, perché, credendo nel tuo Figlio unigenito, gustiamo la gioia di essere tuoi figli.

Epifania del Signore
Giovedì 6 gennaio 2022
Ore 17.30 Chiesa di Pisano
Santa Messa con arrivo dei re magi, benedizione dei bambini e piccoli doni per tutti i piccoli.


Letture (Is. 60,1-6; Sal. 71; Ef. 3 ; Mt. 2,1-12)
Il Profeta Isaia immagina Gerusalemme invasa da uno “stuolo di cammelli”. L’apostolo Paolo ispira i sentimenti più adatti per sostare ancora una volta davanti al “bambino” di Betlemme che, come “stella”, sorge nei nostri cuori e ci apre alla consapevolezza del dono della salvezza per tutti in quanto chiamati a “condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo”. I magi, un termine che può indicare dei sacerdoti persiani e che il greco biblico usa soltanto in Dt. 2,2-10, sono coloro che per primi, nel Vangelo secondo Matteo, adorano—nel bambino appena nato—il Re e il Signore, i magi sono i primi a provare “gioia” per Gesù, rallegrandosi per la “stella” da cui si sono fatti condurre: uomini puri perché in cammino videro Dio proprio laddove Erode “con i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo” avvertì una terribile minaccia.
La tradizione vuole che i Magi portassero dei doni con loro, uno a testa: l’oro, perché è il dono riservato ai re e Gesù è considerato Re dei Re; l’incenso, per venerare la sua divinità, e la mirra, usata nel culto dei morti, poiché Gesù è un mortale.

I domenica dopo Natale (Foglio Parrocchiale)

Gesù, Maria e Giuseppe,
in voi contempliamo lo splendore del vero amore,
a voi, fiduciosi, ci affidiamo.
Santa Famiglia di Nazareth,
rendi anche le nostre famiglie luoghi di comunione
e autentiche scuole di Vangelo. Amen.


Commento al Vangelo
I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero… [Lc 2, 41-52]
Dentro il Vangelo di questa domenica, c’è l’inquietudine di due genitori che si devono confrontare con le domande impreviste e il comportamento indecifrabile del proprio figlio all’inizio dell’adolescenza. Gesù ha dodici anni, ancora non ha raggiunto la maggiore età, che nel mondo ebraico viene celebrato l’anno dopo. Ma appare come un ragazzino che comincia a desiderare la propria autonomia e a cercare la propria strada.
Maria e Giuseppe cercano il bambino Gesù, come le donne cercheranno Gesù al sepolcro: sono il simbolo di ogni credente che cerca il Signore, ma non solo. Insieme a Giuseppe, Maria condivide la fatica e l’inquietudine di ogni genitore davanti ai comportamenti indecifrabili, e a volte irritanti, dei figli. Maria si rivolge a Gesù non con un rimprovero, ma con una domanda: chiede di capire, prima di giudicare. Non affronta Gesù da sola, ma coinvolge Giuseppe in un’alleanza educativa: tuo padre e io ti cercavamo. A volte, i comportamenti difficili dei figli rischiano di spezzare la relazione tra i genitori, indebolendo il loro intervento educativo.
Giuseppe rimane in silenzio. Lascia parlare Maria. Forse per un accordo previo tra loro o perché è consapevole che in quel momento per lui è meglio tacere.
La risposta di Gesù è difficile da comprendere per i suoi genitori, ma, attraverso questa risposta, il Vangelo ci dice che la prima parola pubblica di Gesù nel Vangelo di Luca è “Padre”. Ci colpisce perché sarà anche la sua ultima parola. Tutta la vita di Gesù è ricompresa dall’inizio alla fine dentro la sua relazione con il Padre.
Anche in questa incomprensione, che spesso caratterizza la vita del genitore, Maria e Giuseppe continuano a stare accanto al figlio nella quotidianità della vita, pur sapendo che ci sarà un giorno in cui dovranno farsi da parte per lasciare che le folle affaticate e senza guida prendano il loro posto. Come Maria ha generato Gesù nella sua nascita, così, successivamente, sarà la Parola che lo genererà alla vita adulta.
Gaetano Piccolo, sj


Ringraziamento di fine anno 2021
Eccoci, Signore, davanti a te dopo aver tanto camminato lungo quest’anno.
Forse mai, come in questo crepuscolo dell’anno, sentiamo nostre le parole di Pietro: «Abbiamo faticato tutta la notte, e non abbiamo preso nulla».
Ad ogni modo, vogliamo ringraziarti ugualmente. Perché, facendoci contemplare la povertà del raccolto, ci aiuti a capire che senza di te non possiamo far nulla. Ci agitiamo soltanto. Grazie, Signore, perché se ci fai sperimentare la povertà della mietitura e ci fai vivere con dolore il tempo delle vacche magre, tu dimostri di volerci veramente bene, poiché ci distogli dalle nostre presunzioni corrose dal tarlo dell’efficientismo, raffreni i nostri desideri di onnipotenza, e non ci esponi al ridicolo di fronte alla storia: anzi di fronte alla cronaca.
Tonino Bello
Buon Anno a tutti !!!