Pellegrinaggio diocesano dei giovani “Sui passi di San Carlo” e a Roma

millestradeI GIOVANI, LA FEDE E IL DISCERNIMENTO VOCAZIONALE – Verso il Sinodo 2018 agosto
INSIEME VERSO UNA META COMUNE…
… SARA’ UN’ESPERIENZA D’AMICIZIA
PER CANTARE LA NOSTRA GIOIA…
…PER PREGARE CON PAPA FRANCESCO
…INTERROGANDOCI SULLA NOSTRA FEDE

Primo Tempo:
X MILLE STRADE… DA ARONA A VARALLO
TRE GIORNI DI CAMMINO PER UPM
NEL PERIODO 20 LUGLIO – 8 AGOSTO
I GIOVANI DELLA DIOCESI DI NOVARA SUI PASSI DI SAN CARLO

Secondo Tempo:
SIAMO QUI! ROMA 10-12 AGOSTO 2018
VENERDÌ 10: PARTENZA DA NOVARA
SABATO 11: VEGLIA AL CIRCO MASSIMO CON PAPA FRANCESCO E NOTTE BIANCA
DOMENICA 12: MESSA IN PIAZZA SAN PIETRO

Il pellegrinaggio dei giovani “X mille strade… Sui passi di San Carlo” e a Roma “Siamo qui!” è la proposta di cammino in preparazione al Sinodo dei giovani per i giovani della diocesi di Novara. “Si tratta di un cammino in due tempi: un primo tempo sui passi di San Carlo e un secondo tempo a Roma per incontrare Papa Francesco con tutti i giovani italiani che giungeranno nella capitale da tutte le diocesi d’Italia – spiega don Marco Masoni, direttore dell’Ufficio per la Pastorale Giovanile della diocesi di Novara – per vivere insieme un momento di preghiera in vista del Sinodo dei giovani di ottobre”.

1° TEMPO: “X MILLE STRADE… SUI PASSI DI SAN CARLO”
PELLEGRINAGGIO DEI GIOVANI DELLA DIOCESI DI NOVARA
tra il 20 LUGLIO e l’8 AGOSTO – Da Arona a Varallo
Ogni UPM, o più realtà insieme, si muoverà sul percorso in giorni differenti, indicativamente dal 20 luglio all’8 agosto. Il pellegrinaggio prevede tre giornate di cammino sulle strade della nostra diocesi, riscoprendo i luoghi di spiritualità della Chiesa novarese sui passi di San Carlo. I giovani percorreranno proprio una parte del cammino di San Carlo, da Arona, passando da Gozzano e Borgosesia, per giungere, dopo tre giorni, al Sacro Monte di Varallo.

2° TEMPO: “SIAMO QUI”
10-12 AGOSTO 2018 – Roma
Mentre i giovani di Novara saranno in cammino “Sui passi di San Carlo”, tantissimi pellegrinaggi in tutta Italia daranno vita a un grande cammino dei giovani che si metteranno in strada con i loro sogni, le loro domande, la loro fede, per giungere utti insieme a Roma.

C’è ancora la possibilità di iscriversi a entrambe le proposte di pellegrinaggio! (fino a esaurimento posti)
Per informazioni e iscrizioni, rivolgiti al tuo parroco o al coadiutore del tuo oratorio, oppure contatta l’ufficio per la Pastorale Giovanile: giovani@diocesinovara.it

San Giovanni Battista

giovanni_ravennaSAN GIOVANNI BATTISTA, IL PROFETA CHE ANNUNCIÒ CRISTO GIÀ NEL GREMBO MATERNO

È uno dei Santi più venerati nel mondo. La Chiesa lo festeggia, come Gesù e la Vergine Maria, anche nel giorno della sua nascita. La sua vocazione profetica si
manifestò ancor prima di nascere attraverso segni messianici come “l’esultanza” davanti a Maria in visita alla cugina Elisabetta. E Cristo stesso lo definì «il più grande tra i nati da donna»

Chi è dunque Giovanni il Battista?

“Gli dissero allora: ‘Chi sei? Che cosa dici di te stesso? Qual è la tua identità?’”.
Ed egli risponde: “Io sono soltanto una voce, una voce imprestata a un altro, eco di una parola non mia”.

Solo voce, che si sente, si ascolta, ma non si può vedere, né contemplare, né trattenere. In Giovanni nessun protagonismo, nessuna volontà di occupare il centro, di stare in mezzo, ma solo di essere solidale con gli altri. C’è chi sta al centro, c’è chi è in mezzo e noi non lo conosciamo, c’è chi è Parola rivolta a noi: è Gesù Cristo, sempre “in incognito”, sempre da cercare, ma noi non lo cerchiamo e non lo riconosciamo. Forse solo nel giudizio finale sapremo che chi sta accanto a noi, chi ci è prossimo… è Gesù Cristo, e allora lo riconosceremo.

Nel frattempo, abbiamo bisogno di Giovanni, di ascoltare la sua voce, di vedere il suo dito che indica Gesù come colui che ci immerge nello Spirito santo e che può fare di
noi delle “vite salvate”.

(Dal commento al Vangelo di Enzo Bianchi, Comunità di Bose)

Foto: Battesimo di Cristo, Battistero degli Ortodossi, Ravenna

 

SE…

Se brami guarire dalle tue ferite, Gesù è il medico.
Se il bruciore della febbre ti asseta, Egli è la fonte.
Se le colpe ti rimordono, Egli è il perdono.
Se hai bisogno di aiuto possente, Egli è la forza.
Se la morte ti fa paura, Egli è la vita.
Se aneli alla patria celeste, Egli è la via.
Se le tenebre ti sgomentano, Egli è la luce.
Se hai fame di certezza, Egli è la verità.
Se ti occorre il cibo che sazia, Egli è il pane che nutre in eterno”.

(S. Ambrogio)

GIUGNO, MESE DEL SACRO CUORE

sacrocuorenebbiunoSi trova una statua del Sacro Cuore praticamente in ogni chiesa, in qualche cappella o nicchia. Nella nostra chiesa di Nebbiuno è ben in evidenza, posta sopra la navata principale, a destra dell’altare, quasi volesse attirare in modo speciale il nostro sguardo, la nostra preghiera.

La devozione al Sacro Cuore di Gesù in verità è antica quanto la Chiesa che, come ben sappiamo, è “nata dal Cuore trafitto del Redentore” (Pio XII). Il Signore, per donarci il suo immenso amore, non solo si è fatto uomo, ma ha patito ed è morto per noi sulla croce, versando sangue dalla ferita del suo cuore. Quando i primi cristiani baciavano il costato aperto di Gesù Crocifisso, come potevano non rivolgere un pensiero a quel Cuore che aveva sofferto e donato tutto sino all’ultima stilla del suo sangue per redimere l’umanità?

“Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò… Imparate da me, che sono mite ed umile di cuore e troverete ristoro per le vostre anime”.

Il ricordo vivo dell’amore di Cristo per noi ha trovato un’espressione nella devozione al suo Cuore. Da questo Cuore squarciato viene a noi tutto: l’amore infinito del Padre, la grazia e la salvezza.

La Festa liturgica del S. Cuore è già stata celebrata venerdì scorso, ma tutto il mese di giugno è dedicato al Sacro Cuore di Gesù, quindi non perdiamo l’occasione di volgere lo sguardo a lui e di esprimere con fiducia: “Abbiamo conosciuto e creduto alla carità che Dio ha per noi”.

“Venite a me, voi tutti, e io vi ristorerò.”

Corpus Domini

corpusdomini.jpgTu, pane spezzato per la nostra vita,
Insegnaci a divenire, in te,
pane spezzato per la vita del mondo.

Prime Comunioni e Corale

In vista delle Prime Comunioni, Marco – che accompagnerà la Corale – ci ha trasmesso questo messaggio:

Cari cantori del Coro di San Giorgio a Nebbiuno, vi saluto cordialmente e vi ringrazio a nome della Chiesa per il sevizio e il tempo che date per animare la S. Messa.
Prego il Signore perché vi ricompensi con le sue grazie e perché possiate continuare a svolgere questo servizio con gioia e sincerità di cuore e facciate molti progressi anche nella santificazione personale.
I canti che cantate vi aiutino in questo cammino e vi avvicinino sempre di più a Gesù, nostro alimento e nostra Vita Nuova!
Affettuosamente,
P. Francesco Buttazzo

Ringraziamo per quanto ci ha scritto P. Francesco Buttazzo, noto autore e compositore di brani liturgici che, come missionario scalabriniano, ha operato
in Brasile, Europa e Sud Africa.

Prime Comunioni

Maggio è il mese di un appuntamento tradizionale: il Sacramento della Prima Comunione.
Prima ancora dei regali, del rinfresco e dell’abbigliamento, riflettiamo sul significato di questo evento.
È un momento molto importante per i ragazzi che devono capire a fondo il significato dell’incontro con il Corpo di Cristo; i genitori hanno un ruolo complementare a quello delle catechiste: insegnare, con l’esempio prima di tutto, l’importanza di questo momento.

Date:
20 maggio ore 11.15 Chiesa Parrocchiale a Nebbiuno
29 maggio ore 16.00 Chiesa S.Leonardo a Fosseno

8/4 Seconda Domenica di Pasqua o della Divina Misericordia

“Nel Giubileo dell’Anno 2000, san Giovanni Paolo II ha stabilito che questa domenica sia dedicata alla Divina Misericordia. È vero, è stata una bella intuizione: è stato lo Spirito Santo a ispirarlo in questo.

“Gesù Risorto ha trasmesso alla sua Chiesa, come primo compito, la sua stessa missione di portare a tutti l’annuncio concreto del perdono. Questo è il primo compito: annunciare il perdono. Questo segno visibile della sua misericordia porta con sé la pace del cuore e la gioia dell’incontro rinnovato con il Signore.

“La misericordia ci fa capire che la violenza, il rancore, la vendetta non hanno alcun senso, e la prima vittima è chi vive di questi sentimenti, perché si priva della propria dignità.”

La misericordia “riscalda il cuore e lo rende sensibile alle necessità dei fratelli con la condivisione e partecipazione”: “La misericordia, insomma, impegna tutti ad essere strumenti di giustizia, di riconciliazione e di pace. Non dimentichiamo mai che la misericordia è la chiave di volta nella vita di fede, e la forma concreta con cui diamo visibilità alla risurrezione di Gesù”.
(Papa Francesco)

SETTIMANA SANTA

Giovedi 29 ore 20.30 – Fosseno Messa in Coena Domini
Presentazione bambini prima Comunione
La Messa nella Cena del Signore (in latino Missa in Coena Domini) è la Celebrazione Eucaristica della sera del Giovedì Santo. Con essa inizia il solenne Triduo Pasquale. In essa si fa memoria dell’Ultima Cena consumata da Gesù prima della sua passione, e si commemorano l’istituzione dell’Eucarestia e del Sacerdozio Ministeriale.
La celebrazione termina con la processione con cui si porta l’Eucaristia all’Altare della reposizione appositamente preparato per l’Adorazione dei
fedeli.

Venerdì 30 ore 15.00 – Colazza actio liturgica
Si celebra la Passione del Signore. Commemoriamo insieme i due aspetti del mistero della croce: la sofferenza che prepara la gioia di Pasqua, l’umiliazione e la vergogna di Gesù da cui sorge la sua glorificazione.
Oggi è già Pasqua: Cristo che muore sulla croce «passa» da questo mondo al Padre; dal suo costato sgorga per noi la vita divina: noi «passiamo» dalla morte del peccato alla vita in Dio.
La celebrazione si svolge in tre momenti: Liturgia della Parola, Adorazione della Croce, Comunione eucaristica.

Venerdi 30 ore 20.30 -Tapigliano Via Crucis per il paese
La Via Crucis (dal latino, Via della Croce – anche detta Via Dolorosa) è un rito della Chiesa cattolica con cui si ricostruisce e commemora il percorso doloroso di Cristo che si avvia alla crocifissione sul Golgota.
L’itinerario spirituale della Via Crucis è stato in tempi recenti completato con l’introduzione della Via Lucis — che celebra i misteri gloriosi, ovvero i fatti della vita di Cristo tra la sua Risurrezione e la Pentecoste.

Sabato 31 20.30 Nebbiuno – S. Giorgio Veglia di Pasqua

Notte di veglia è questa notte.

Gli uomini rimasero chiusi nel cenacolo. Le donne, invece, all’alba del giorno dopo il sabato, andarono al sepolcro per ungere il corpo di Gesù. Ma ecco il primo segno dell’Evento: la grande pietra era già stata ribaltata e la tomba era aperta! «Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito di una veste bianca…» (Mc 16,5). Le donne furono le prime a vedere questo grande segno: la tomba vuota; e furono le prime ad entrarvi…

“Entrate nel sepolcro”. Ci fa bene, in questa notte di veglia, fermarci a riflettere sull’esperienza delle discepole di Gesù, che interpella anche noi. Per questo, in effetti, siamo qui: per entrare, entrare nel Mistero che Dio ha compiuto con la sua veglia d’amore.

“Entrare nel mistero” significa capacità di stupore, di contemplazione; capacità di ascoltare il silenzio e sentire il sussurro di un filo di silenzio sonoro in cui Dio ci parla (cfr 1 Re 19,12). Entrare nel mistero ci chiede di non avere paura della realtà: non chiudersi in sé stessi, non fuggire davanti a ciò che non comprendiamo, non chiudere gli occhi davanti ai problemi, non negarli, non eliminare gli interrogativi… Entrare nel mistero significa andare oltre le proprie comode sicurezze, oltre la pigrizia e l’indifferenza che ci frenano, e mettersi alla ricerca della verità, della bellezza e dell’amore, cercare un senso non scontato, una risposta non banale alle domande che mettono in crisi la nostra fede, la nostra fedeltà e la nostra ragione. Per entrare nel mistero ci vuole umiltà, l’umiltà di abbassarsi, di scendere dal piedestallo del nostro io tanto orgoglioso, della nostra presunzione; l’umiltà di ridimensionarsi, riconoscendo quello che effettivamente siamo: delle creature, con pregi e difetti, dei peccatori bisognosi di perdono. Per entrare nel mistero ci vuole questo abbassamento che è impotenza, svuotamento delle proprie idolatrie… adorazione. Senza adorare non si può entrare nel mistero. (Papa Francesco)

Resoconto: Giornata di Ritiro al MONTE MESMA

mesma1L’Unità Pastorale Missionaria del Vergante ha proposto un ritiro quaresimale per tutte le parrocchie, nel pomeriggio di domenica 25 febbraio presso il Convento francescano del Monte Mesma. Un centinaio di persone si sono riunite per il pranzo insieme, dopo aver celebrato la messa nelle rispettive comunità, guidate dai loro parroci: don Massimo di Lesa e Belgirate, don Franco di Meina, don Marco di Invorio, don Maurizio di Nebbiuno, don Antonio di Massino con Brovello-Carpugnino.

mesma2Dopo il pranzo, il guardiano del convento, fra Alfio Merlo, ha proposto una meditazione sullo stile di povertà nelle comunità cristiane. Interessante l’approccio al tema: la povertà della comunità e dei suoi membri più che l’assistenza ai poveri, “occorre che c’incontriamo nelle nostre povertà innanzitutto spirituali per poi incontrare i poveri”, dove la Chiesa non è un’organizzazione non governativa ma la “comunità dei chiamati da Cristo per vivere di Lui e con Lui”.

Al termine della giornata, si è insistito sull’urgenza di organizzare altri incontri di questo genere, così da aiutare le rispettive parrocchie ad una formazione spirituale e teologica del laicato.