15-26/8 Fosseno e Tapigliano: Feste Mariane e dell’Assunzione

madonnaParrocchia di S. Leonardo e S. Agata – Fosseno
Festa dell’Assunzione di Maria: mercoledì 15 agosto 2018, ore 20.30
presso Chiesa s. Agata Fosseno
Santa messa solenne; a seguire processione per le vie del paese

Feste in onore di Maria alla Viganella:
 15 agosto ore 8.45: santa messa
 26 agosto ore 8.45: santa messa

Brigida e Giacomo: due santi per l’Europa

brigidaIl 23 luglio abbiamo festeggiato Santa Brigida e oggi, 25 luglio, celebriamo San Giacomo il Maggiore.

Santa Brigida di Svezia (1303-1373) è stata dichiarata compatrona d’Europa da San Giovanni Paolo II, insieme a santa Caterina da Siena e santa Teresa Benedetta della Croce, e al patrono d’Europa san Benedetto da Norcia. Lei e il marito erano terziari francescani laici. Vedova, condusse una vita di forte misticismo e visitò molti luoghi d’Europa, fra cui Santiago de Compostela. A lei ci si rivolge con intense preghiere.

Giacomo, figlio di Zebedeo e fratello di Giovanni Apostolo, è denominato il Maggiore per distinguerlo dall’altro apostolo Giacomo di Alfeo (identificato con l’autore della Lettera di Giacomo). Fu compagno di Gesù in momenti significativi insieme a Pietro e Giovanni: la resurrezione della figlia di Giairo, la Trasfigurazione e la notte del Getsemani. Secondo gli Atti degli Apostoli fu martirizzato da Erode Agrippa. La tradizione narra che il suo corpo fu miracolosamente trasportato in Galizia, dove oggi sorge il santuario di Santiago di Compostela. Viene venerato come patrono della Spagna.

giacomo_padova.jpg

Santa Brigida, Hermann Rode, Svezia
Martirio di San Giacomo, Iacopo Avanzi, Basilica di S. Antonio, Padova

11 luglio: San Benedetto, Abate e Patrono d’Europa

benedetto_subiacoBenedetto da Norcia, che per la sua azione profetica ha cercato di far uscire l’Europa dalle tristi tradizioni della schiavitù, sembra dunque parlare, dopo quindici secoli, a numerosi uomini e a molteplici società che bisogna liberare dalle diverse forme contemporanee di oppressione dell’uomo. La schiavitù pesa su colui che è oppresso, ma anche sull’oppressore.

La parola d’ordine “ora et labora” è un messaggio di libertà. Questo messaggio benedettino non è oggi all’orizzonte del nostro mondo, un richiamo a liberarsi dalla schiavitù del consumismo d’un modo di pensare e di giudicare, di stabilire i nostri programmi e di condurre il nostro stile di vita unicamente in funzione dell’economia?

In questi programmi scompaiono i valori umani fondamentali. La dignità della vita è sistematicamente minacciata. Siamo in grado noi di frenare tutto questo? Di ricostruire? Siamo in grado di allontanare dagli oppressi il peso della costrizione? Siamo capaci di convincere il mondo che l’abuso della libertà è un’altra forma di costrizione? San Benedetto ci è stato donato come patrono dell’Europa dei nostri tempi, del nostro secolo, per testimoniare che siamo capaci di fare tutto questo.

Dal discorso di GIOVANNI PAOLO II durante la visita al SACRO SPECO di SUBIACO
28 settembre 1980

S. Benedetto, affresco di Subiaco

30/6-1/7: Festa dei SS. Nazaro e Celso, Corciago

corciago

Sabato 30 giugno ore 18:15 Santa Messa

Domenica 3 luglio ore 11.15 Santa Messa solenne; a seguire incanto delle offerte

Nazaro (o Nazario) e Celso furono martirizzati a Milano nel 304, durante la persecuzione di Diocleziano. Paolino, biografo di sant’Ambrogio, riferisce che il vescovo di Milano ebbe un’ispirazione che lo guidò sulla tomba sconosciuta dei due martiri negli orti fuori città. Il corpo del primo era intatto e sorse una basilica a suo nome. Sulle reliquie, poi, di Celso sorse un’altra basilica. Nazaro aveva predicato con grande zelo in Italia, a Treviri e in Gallia, dove conobbe il giovanissimo Celso, che diventò il compagno del suo apostolato.
L’antica chiesa dedicata ai SS. Nazaro e Celso in Corciago pare sia una delle cento chiese fatte edificare da San Giulio nel IV secolo.

Foto: Corciago, S. Nazaro

29/6: SS Pietro e Paolo

Monreale_Duomo_S.Pietro+S.Paolo«Solennità dei Santi Pietro e Paolo Apostoli. Simone, figlio di Giona e fratello di Andrea, primo tra i discepoli che professò che Gesù era il Cristo, Figlio del Dio vivente, dal quale fu chiamato Pietro. Paolo, Apostolo delle genti, predicò ai Giudei e ai Greci Cristo crocifisso. Entrambi nella fede e nell’amore di Gesù Cristo annunciarono il Vangelo nella città di Roma e morirono martiri sotto l’imperatore Nerone: il primo, come dice la tradizione, crocifisso a testa in giù e sepolto in Vaticano presso la via Trionfale, il secondo trafitto con la spada e sepolto sulla via Ostiense. In questo giorno tutto il mondo con uguale onore e venerazione celebra il loro trionfo.» (Martirologio Romano)

Con la Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo la cristianità celebra i due apostoli che i Padri della Chiesa descrivevano come le due colonne sulle quali poggia la costruzione visibile della Chiesa. Seguendo l’antica tradizione, la Liturgia li celebra insieme, facendo memoria nello stesso giorno del loro glorioso martirio. Entrambi hanno sigillato con il proprio sangue la testimonianza resa a Cristo con la predicazione ed il ministero ecclesiale. (it.cathopedia.org)

Foto: S. Pietro e Paolo, Duomo di Monreale

San Giovanni Battista

giovanni_ravennaSAN GIOVANNI BATTISTA, IL PROFETA CHE ANNUNCIÒ CRISTO GIÀ NEL GREMBO MATERNO

È uno dei Santi più venerati nel mondo. La Chiesa lo festeggia, come Gesù e la Vergine Maria, anche nel giorno della sua nascita. La sua vocazione profetica si
manifestò ancor prima di nascere attraverso segni messianici come “l’esultanza” davanti a Maria in visita alla cugina Elisabetta. E Cristo stesso lo definì «il più grande tra i nati da donna»

Chi è dunque Giovanni il Battista?

“Gli dissero allora: ‘Chi sei? Che cosa dici di te stesso? Qual è la tua identità?’”.
Ed egli risponde: “Io sono soltanto una voce, una voce imprestata a un altro, eco di una parola non mia”.

Solo voce, che si sente, si ascolta, ma non si può vedere, né contemplare, né trattenere. In Giovanni nessun protagonismo, nessuna volontà di occupare il centro, di stare in mezzo, ma solo di essere solidale con gli altri. C’è chi sta al centro, c’è chi è in mezzo e noi non lo conosciamo, c’è chi è Parola rivolta a noi: è Gesù Cristo, sempre “in incognito”, sempre da cercare, ma noi non lo cerchiamo e non lo riconosciamo. Forse solo nel giudizio finale sapremo che chi sta accanto a noi, chi ci è prossimo… è Gesù Cristo, e allora lo riconosceremo.

Nel frattempo, abbiamo bisogno di Giovanni, di ascoltare la sua voce, di vedere il suo dito che indica Gesù come colui che ci immerge nello Spirito santo e che può fare di
noi delle “vite salvate”.

(Dal commento al Vangelo di Enzo Bianchi, Comunità di Bose)

Foto: Battesimo di Cristo, Battistero degli Ortodossi, Ravenna

 

GIUGNO, MESE DEL SACRO CUORE

sacrocuorenebbiunoSi trova una statua del Sacro Cuore praticamente in ogni chiesa, in qualche cappella o nicchia. Nella nostra chiesa di Nebbiuno è ben in evidenza, posta sopra la navata principale, a destra dell’altare, quasi volesse attirare in modo speciale il nostro sguardo, la nostra preghiera.

La devozione al Sacro Cuore di Gesù in verità è antica quanto la Chiesa che, come ben sappiamo, è “nata dal Cuore trafitto del Redentore” (Pio XII). Il Signore, per donarci il suo immenso amore, non solo si è fatto uomo, ma ha patito ed è morto per noi sulla croce, versando sangue dalla ferita del suo cuore. Quando i primi cristiani baciavano il costato aperto di Gesù Crocifisso, come potevano non rivolgere un pensiero a quel Cuore che aveva sofferto e donato tutto sino all’ultima stilla del suo sangue per redimere l’umanità?

“Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò… Imparate da me, che sono mite ed umile di cuore e troverete ristoro per le vostre anime”.

Il ricordo vivo dell’amore di Cristo per noi ha trovato un’espressione nella devozione al suo Cuore. Da questo Cuore squarciato viene a noi tutto: l’amore infinito del Padre, la grazia e la salvezza.

La Festa liturgica del S. Cuore è già stata celebrata venerdì scorso, ma tutto il mese di giugno è dedicato al Sacro Cuore di Gesù, quindi non perdiamo l’occasione di volgere lo sguardo a lui e di esprimere con fiducia: “Abbiamo conosciuto e creduto alla carità che Dio ha per noi”.

“Venite a me, voi tutti, e io vi ristorerò.”

25/4: Festa di San Marco evangelista

smarco.jpgNacque in Palestina o a Cipro intorno all’anno 20. Poco o nulla si sa della sua giovinezza e della sua famiglia. Dal Nuovo Testamento è noto che era cugino di Barnaba (Lettera ai Colossesi 4,10) e che quindi era ebreo di stirpe levitica. Negli Atti degli Apostoli vi è un primo riferimento preciso su di lui nell’episodio in cui si descrive la liberazione “miracolosa” di Pietro dalla prigione:
«Dopo aver riflettuto, si recò alla casa di Maria, madre di Giovanni detto anche Marco, dove si trovava un buon numero di persone raccolte in preghiera » (Atti 12,12)
Secondo il brano sua madre si chiamava Maria e a quel tempo abitava nei pressi di Gerusalemme. Si noti anche che Marco aveva due nomi, uno gentile e uno ebreo; quello ebreo era Giovanni. A quel tempo era un’usanza abbastanza comune tra gli israeliti: basti ricordare Paolo, che viene indicato anche con il nome di Saulo. In altri passi degli Atti viene chiamato o con il nome di Giovanni o con quello di Marco o con entrambi. Non è noto da alcuna fonte se conobbe direttamente Gesù, ma se abitava a quel tempo a Gerusalemme deve aver perlomeno sentito parlare di lui. Di sicuro è noto che, pochi anni dopo la morte del Maestro, gli apostoli e i discepoli si riunivano a casa di sua madre. Il fatto che sia l’unico evangelista a menzionare la fuga di un giovinetto che seguiva da lontano gli avvenimenti della cattura di Cristo nell’orto degli ulivi:
« Un giovanetto però lo seguiva, rivestito soltanto di un lenzuolo, e lo fermarono. Ma egli, lasciato il lenzuolo, fuggì via nudo» (Marco 14,1.51.52)
fa supporre che sia egli stesso questo giovinetto.

18/3 Colazza: FESTA DI SAN GIUSEPPE

corciagoColazza: FESTA DI SAN GIUSEPPE
Domenica 18 marzo durante la celebrazione si ricorderà e festeggerà la figura di San Giuseppe. Alla fine della messa ci sarà l’incanto delle offerte.

San Giuseppe – 19 marzo (solennità)
San Giuseppe fu lo sposo di Maria, il capo della “sacra famiglia” nella quale nacque, misteriosamente per opera dello Spirito Santo, Gesù figlio del Dio Padre. Egli era, come Maria, discendente della casa di Davide e di stirpe regale, una nobiltà nominale, perché la vita lo costrinse a fare l’artigiano del paese, a darsi da fare nell’accurata lavorazione del legno. Orientando la propria vita sulla lieve traccia di alcuni sogni, dominati dagli angeli che recavano i messaggi del Signore, diventò una luce dell’esemplare paternità. Infatti, non fu un padre assente. Fino ai trent’anni della vita del Messia, fu sempre accanto al figliolo con fede, obbedienza e disponibilità ad accettare i piani di Dio. giuseppeLasciò probabilmente Gesù poco prima che “il Figlio dell’uomo” iniziasse la vita pubblica, spirando serenamente tra le sue braccia. Non a caso quel padre da secoli viene venerato anche quale patrono della buona morte. San Giuseppe non è solamente il patrono dei padri di famiglia come “sublime modello di vigilanza e provvidenza” nonché della Chiesa universale, con festa solenne il 19 marzo. Egli è anche protettore in maniera specifica di falegnami, di ebanisti e di carpentieri.

6/1 Epifania: Storia del Presepe

Presepio Arnolfo di Cambio.JPGIl più antico presepe della storia si trova nella chiesa di Santa Maria Maggiore, a Roma; risale al 1289, con statue di Arnolfo Di Cambio. Questa usanza divenne così popolare che presto tante altre chiese vi aderirono. Ognuna creava un presepio particolare ed unico. Le scene della natività erano spesso ornate con oro, argento, gioielli e pietre preziose. Anche se molto popolare tra le classi più ricche, questa opulenza era quanto di più distante dal significato della nascita di Gesù.

Dobbiamo il “nostro” presepe attuale a San Francesco d’Assisi, che nel 1224 decise di presepio tapiglianocreare la prima Natività come era veramente descritta nella Bibbia. Il presepe che San Francesco creò nel paese di Greccio, era fatto di figure intagliate, paglia e animali veri. Il messaggio era diretto, e poteva essere capito e recepito da tutti, ricchi e poveri.

La popolarità del presepe di San Francesco crebbe fino ad espandersi in tutto il mondo. In Francia si chiama Crèche, in Germania Krippe, in Spagna e America Latina si chiama Nacimiento, nella Repubblica Ceca si dice Jeslicky, in Brasile si dice Pesebre, e in Costa Rica si dice Portal.

Arnolfo di Cambio, Presepe – Roma
Presepe, Tapigliano