Avvento 2018 – L’Unità Pastorale Missionaria del Vergante in sostegno di…
– Scuola dell’Infanzia di Jerora, Indonesia
– Studenti e famiglie fragili del nostro territorio
– Formazione universitaria di due giovani, parrocchia di Bissi Mafou, Ciad
Le offerte raccolte nelle parrocchie verranno suddivise tra i diversi progetti.
Il più antico presepe della storia si trova nella chiesa di Santa Maria Maggiore, a Roma; risale al 1289, con statue di Arnolfo Di Cambio. Questa usanza divenne così popolare che presto tante altre chiese vi aderirono. Ognuna creava un presepio particolare ed unico. Le scene della natività erano spesso ornate con oro, argento, gioielli e pietre preziose. Anche se molto popolare tra le classi più ricche, questa opulenza era quanto di più distante dal significato della nascita di Gesù.
Dobbiamo il “nostro” presepe attuale a San Francesco d’Assisi, che nel 1224 decise di creare la prima Natività come era veramente descritta nella Bibbia. Il presepe che San Francesco creò nel paese di Greccio, era fatto di figure intagliate, paglia e animali veri. Il messaggio era diretto, e poteva essere capito e recepito da tutti, ricchi e poveri.
La popolarità del presepe di San Francesco crebbe fino ad espandersi in tutto il mondo. In Francia si chiama Crèche, in Germania Krippe, in Spagna e America Latina si chiama Nacimiento, nella Repubblica Ceca si dice Jeslicky, in Brasile si dice Pesebre, e in Costa Rica si dice Portal.
Arnolfo di Cambio, Presepe – Roma Presepe, Tapigliano
Nelle nostre Parrocchie è in distribuzione il Calendario 2018 accompagnato da una lettera di Don Maurizio recante notizie sulla trasformazione della Casa Parrocchiale di Nebbiuno, che comporterà una spesa di circa €100.000.
Nebbiuno, 25 dicembre 2017
Colgo l’occasione della distribuzione del calendario parrocchiale 2018 per farmi vicino ad ogni famiglia delle mie comunità. Lo faccio con affetto e cordialità. Il Natale e le feste di inizio del nuovo anno costituiscono una occasione per stare insieme alla famiglia e agli amici. La vostra gioia nasce anche dal ricordo grato del Signore che ci dona la vita. Anche quest’anno attraverso questa lettera vorrei portarvi a conoscenza di un progetto che in qualche modo riguarda tutti. Tutti conoscete la grande casa parrocchiale di Nebbiuno; vorremmo trasformarla in una “casa per la comunità”. Ecco il progetto. Il seminterrato, situato a livello della sede stradale in via Lugani e una volta occupato dal piccolo cinema parrocchiale, è stato poco o per nulla vissuto in questi ultimi venti anni. Esso verrà sottoposto ad intervento di restauro e risanamento conservativo al fine di renderlo disponibile alle esigenze della comunità. Verrà dotato di tre ampie sale nelle quali si svolgeranno gli incontri di catechesi per i piccoli e gli adulti; sale comunque disponibili per riunioni di vario genere. Inoltre ospiterà la Biblioteca Donati in modo da sostenere e implementare il prezioso servizio alla cultura e alla socializzazione che essa offre ai ragazzi. Tutto sarà equipaggiato di due blocchi di servizi igienici e per quanto possibile sarà privo di barriere architettoniche. L’intervento ha avuto una lunga fase di progettazione, perché la Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio per le provincie di Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli nel 2016 ha riconosciuto l’interesse culturale del plesso chiesa, sagrato, casa parrocchiale. Ora i lavori sono iniziati e si pensa possano terminare nella primavera del 2018. L’operazione di trasformazione della casa dovrebbe ammontare a circa 100.000 €. Non poco. Per fare ciò attingeremo abbondantemente al lascito di Nebbia Luisa, ma confidiamo anche nella generosità di tutti i parrocchiani.
don Maurizio
La Fondazione Comunità Novarese onlus ha dato la sua disponibilità ad essere partner del progetto, pertanto si può donare alla Fondazione e beneficiare degli sgravi fiscali, previsti dalla normativa vigente, sia per le persone fisiche sia per le persone giuridiche. È semplicissimo basta fare un bollettino postale o un bonifico con l’importo desiderato. Ecco i dati:
BOLLETTINO POSTALE
sul conto corrente n. 18205146
indicando nella causale: “Parrocchia di Nebbiuno”
BONIFICO BANCOPOSTA
codice IBAN IT63T0760110100000018205146
a favore della Fondazione Comunità Novarese onlus,
Domenica scorsa, nella Parrocchia di San Giorgio, un gruppo di ragazzi del Catechismo ha presentato, di fronte ad un buon numero di spettatori, un bellissimo spettacolo natalizio.
Canzoni e poesie a sfondo natalizio intervallate da alcuni brevi saggi della scuola musicale della Biblioteca Teresa Donati hanno fatto da cornice alla rappresentazione sulla nascita di Gesù.
Grazie all’aiuto delle Catechiste e delle Volontarie della Biblioteca, che hanno curato costumi, scenografia e testi, la recita è stata avvincente e i genitori e i nonni che l’hanno seguita hanno applaudito, filmato e fotografato a più riprese.
Al termine Don Maurizio si è dimostrato molto soddisfatto nel vedere come i ragazzi si siano impegnati nella realizzazione di questo spettacolo: per alcuni di loro è stato il debutto sulle scene!
Ha esortato quindi gli adulti a seguirli e di fare come loro, per essere non spettatori ma protagonisti della propria vita.
Il pomeriggio si è poi concluso con un ricco rinfresco in casa parrocchiale.
“Tempo di Avvento, tempo di essenzialità”. Così don Giorgio Borroni ha iniziato la sua profonda e toccante riflessione, mercoledì 6 dicembre presso la CaGio’ a Massino Visconti, alla presenza di numerosissime persone giunte da tutta l’Unita Pastorale Missionaria del Vergante e non solo. Il sacerdote ha quindi brevemente spiegato il progetto, che sfocerà in una pubblicazione cartacea, nato dalla volontà di tenere viva l’importanza della misericordia a conclusione dell’anno giubilare ad essa dedicato. L’incontro, proposto per il tempo di Avvento, è parte infatti di un percorso relativo alle cosiddette “Sette parole del cuore”: accordarsi (mettersi d’accordo, conciliarsi), concordia (conformità di sentimenti), coraggio (forza che viene dal cuore), cordialità (accoglienza affabile), cordoglio (provare dolore nel cuore), ricordare (fare memoria di qualcuno o qualcosa), rincuorare (infondere coraggio). L’incontro proposto, in particolare, ha approfondito la parola rincuorare, a partire dal brano di vangelo dei discepoli di Emmaus.
Rincuorare, dare sostegno allo sfiduciato. Da qui don Giorgio, all’inizio dell’incontro, è partito per spiegare quanto noi possiamo essere di sostegno al prossimo, al bisognoso, all’invisibile. A volte siamo persino noi stessi chiusi ed incapaci di farci rincuorare dagli altri. Nella seconda parte della riflessione il sacerdote ha spiegato l’importanza di rincuorare, cioè di saper riprendere fiducia dopo le delusioni e le fatiche della vita: saper guardare avanti, guardarci intorno e scoprire quanti altri sono nelle nostre condizioni; guardare in alto per vedere Dio che non ci abbandona mai; guardarci dentro, per saperci raccontare e quindi saper ascoltare gli altri. La terza parte della riflessione è stata dedicata alla consapevolezza che la vera consolazione è da Dio, colui che regna e dispone e che dobbiamo custodire nel cuore. Il quarto passo ha riguardato il coraggio di ripartire. Rincuorare significa trovare la forza di ripartire, proprio come fecero i due discepoli ad Emmaus che, dopo aver riconosciuto Gesù nel gesto dello spezzare il pane, ripartirono per Gerusalemme pieni di forza e di vigore. È così che un semplice gesto può cambiare il cuore, anche il nostro.
A conclusione della serata, l’invito e l’augurio da parte di don Giorgio per questo Avvento: lasciarci rincuorare da Dio e lasciarsi prendere da Lui nel cuore. (m.m.)