Gesù ci ha insegnato che all’insensatezza diabolica della violenza si risponde con le armi di Dio, con la preghiera e il digiuno. Invito tutti a fare il prossimo 2 marzo, Mercoledì delle Ceneri, una giornata di digiuno per la pace. Incoraggio in modo speciale i credenti, perché in quel giorno si dedichino intensamente alla preghiera e al digiuno. La Regina della Pace preservi il mondo dalla follia della guerra. – Papa Francesco
MERCOLEDI’ 2 MARZO
Dalle 6 alle 8, Lesa, Madonna di Campagna: Adorazione Eucaristica e imposizione Ceneri
Dalle 9:30 alle 10:30, Colazza: Adorazione Eucaristica e imposizione Ceneri
Dalle 10:30 alle 16:30, Massino Visconti – S. Michele: Adorazione Eucaristica silenziosa
Dalle 16:30 alle 17:30, Meina – Parrocchia: Rosario per la pace e Santa Messa
Dalle 17:30 alle 18:30, Ghevio – Parrocchia: Rosario per la pace e Santa Messa
Dalle 17 alle 18, Belgirate: Rosario per la pace e Santa Messa
Dalle 17:40 alle 18, Invorio: Rosario per la pace
Dalle 19:30 alle 21, Nebbiuno: Adorazione Eucaristica e Santa Messa
Dalle 20:30 alle 21:30, Massino – Parrocchia: Santa Messa e Benedizione Eucaristica
Dalle 21 alle 22, Solcio: Vespro e imposizione Ceneri
Nelle Sante Messe saà possibile ricevere l’imposizione delle Ceneri.
O Dio, che nel profeta accolto dai pagani e rifiutato in patria manifesti il dramma dell’umanità che accetta o respinge la tua salvezza, fa che nella tua Chiesa non venga meno il coraggio dell’annunzio missionario del Vangelo.
UNITA’ PASTORALE DEL VERGANTE – AVVENTO DI CARITA’ 2021 Progetto “ Un maestro per il Ciad” NEBBIUNO € 3.000 LESA € 2.000 MASSINO, BROVELLO, CARP. STROP. € 600 INVORIO SUP. INF. € 590 MEINA € 592 GHEVIO € 150 INSIEME SI PUO’ (per arrotondamento) € 68
TOTALE € 7.000 N.B. A dicembre la parrocchia di Ghevio ha donato 400 euro con l’acquisto del cioccolato per il progetto sanitario (Chiara Martini) in Ciad.
“Nessun profeta è bene accetto nella sua patria “ Simon Pietro vive un momento unico della sua vita a contatto con il Signore Gesù tanto da sentirsi così «peccatore» (Lc 5,8) da poter dare alla sua vita un colpo d’ala. Così comincia a sognare un cammino completamente diverso non solo per se stesso, ma anche per coloro che – da sempre – sono i suoi compagni di lavoro, tanto che insieme «lasciarono tutto e lo seguirono» (5,11). Al cuore della liturgia della Parola di questa domenica vi è un simbolo tanto raro quanto eloquente: «Allora uno dei serafini volò verso di me; teneva in mano un carbone ardente che aveva preso con le molle dall’altare» (Is 6,6). Proprio nel momento in cui il profeta si sente perduto e quasi annientato dalla santità dell’Altissimo, qualcosa si muove tanto che la vita stessa di Dio, attraverso la mediazione di un serafino, si avvicina e, in certo modo, si consegna e si affida alla nostra umanità: «Ecco, questo ha toccato le tue labbra, perciò è scomparsa la tua colpa e il tuo peccato è espiato» (6,7). Alle parole del serafino sembrano fare eco in modo ancora più radicale quelle che il Signore Gesù rivolge a Simon Pietro: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini» (Lc 5,10). Possiamo così ben dire che il Signore Gesù è quel «carbone ardente» che toccò le labbra del profeta e che riaprì alla speranza il cuore di Simone il pescatore. Oggi siamo noi ad avere bisogno di questo tocco infuocato che è capace di rimettere in mare la nostra vita e di permetterci così di riprendere il nostro cammino: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca» (5,4). Prendere il largo ci è possibile solo nella misura in cui ci lasciamo toccare profondamente dal passaggio di Dio nella nostra vita. Questo passaggio ci permette di ritrovare le vie del nostro cuore fino a darci la possibilità di ripetere le parole dell’altro apostolo: «Per grazia di Dio, però, sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana» (1Cor 15,10). Simon Pietro dice: «Sono un peccatore», il Signore Gesù promette: «Sarai pescatore di uomini»! Il Signore vede di noi ciò che noi non riusciamo a vedere. Il suo sguardo è più «ardente» del carbone che purifica le labbra di Isaia e ci rende così peccatori perdonati testimoni di un perdono capace di rinnovare tutto, fino a rendere possibile ciò che mai avremmo potuto immaginare di poter diventare senza smettere di essere quello che siamo.