Orari Settimana Santa e Pasqua

Settimana santa e Pasqua

Martedì 30 marzo
ore 17.30 a Nebbiuno: Confessione comunitaria in S. Giorgio

Giovedì santo 1 aprile
ore 20.00 a Colazza e Fosseno: Messa in coena Domini – con la partecipazione dei bambini della prima comunione

Venerdì santo 2 aprile
ore 15.00 a Colazza e Tapigliano: Azione liturgica
ore 20.00 a Ghevio e Nebbiuno: Via crucis nelle chiese

Sabato santo 3 aprile
ore 20.00 a Nebbiuno e Pisano: Solenne veglia pasquale

Domenica 4 aprile Pasqua di Resurrezione
ore 8.30 a Tapigliano santa messa
ore 10.00 a Colazza santa messa
ore 10.45 a Fosseno santa messa
ore 11.15 a Nebbiuno santa messa
ore 17.30 a Pisano santa messa

Lunedì dell’Angelo 5 aprile
ore 11.15 a Nebbiuno: ore 17.30 a Pisano

Confessioni
Sabato 4 aprile a Nebbiuno e Pisano
ore 10.00-12.00; 15.00-18.00

25 marzo: Annunciazione – 28 marzo: Domenica delle Palme – Foglietto Parrocchiale

Benedetto sei tu, Signore, perchè scegli la morte come alleato dell’amore, che prende bene anche I momenti dolorosi,e perchè nel pieno abbandono a Dio non nascondi il turbamento da attraversare. Dona anche a noi di entrare in un’alleanza nuova con il Dio della vita, il coraggio di sottoscrivere con sorrisi e lacrime il nostro pieno abbandono.
Kyrie eleison!

COMMENTO AL VANGELO (Gv. 12,20-33)


Vogliamo vedere Gesù. Grande domanda dei cercatori di sempre, domanda che è mia. La risposta di Gesù dona occhi profondi: se volete capire me, guardate il chicco di grano; se volete vedermi, guardate la croce. Il chicco di grano e la croce, sintesi umile e vitale di Gesù. Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Una frase difficile e anche pericolosa se capita male, perché può legittimare una visione doloristica e infelice della religione. Un verbo balza subito in evidenza per la sua presa emotiva: se non muore, se muore. E pare oscurare tutto il resto, ma è il miraggio ingannevole di una lettura superficiale. Lo scopo verso cui la frase converge è “produrre”: il chicco produce molto frutto. L’accento non è sulla morte, ma sulla vita. Gloria di Dio non è il morire, ma il molto frutto buono. Os-serviamo un granello di frumento, un qualsiasi seme: sembra un guscio secco, spento e inerte, in realtà è una piccola bomba di vita. Caduto in terra, il seme non marcisce e non muore, sono metafore allusive. Nella terra non sopraggiunge la morte del seme, ma un lavorio infaticabile e meraviglioso, è il dono di sé: il chicco offre al germe (ma seme e germe non sono due cose diverse, sono la stessa cosa) il suo nutrimento, come una madre offre al bimbo il suo seno. E quando il chicco ha dato tutto, il germe si lancia verso il basso con le radici e poi verso l’alto con la punta fragile e potentissima delle sue foglioline. Allora sì che il chicco muore, ma nel senso che la vita non gli è tolta ma trasformata in una forma di vita più evoluta e potente.

La seconda immagine dell’auto-presentazione di Gesù è la croce: quando sarò innalzato attirerò tutti a me. Io sono cristiano per attrazione, dalla croce erompe una forza di attrazione universale, una forza di gravità celeste: lì è l’immagine più pura e più alta che Dio ha dato di se stesso. Con che cosa mi attira il Crocifisso? Con i miracoli? Con lo splendore di un corpo piagato? Mi attira con la più grande bellezza, quella dell’amore. Ogni gesto d’amore è sempre bello: bello è chi ami e ti ama, bellissimo è chi, uomo o Dio, ti ama fino all’estremo. Sulla croce l’arte divina di amare si offre alla contemplazione cosmica.

«A un Dio umile non ci si abitua mai» (papa Francesco), a questo Dio capovolto che scompiglia le nostre immagini ancestrali, tutti i punti di riferimento con un chicco e una croce, l’umile seme e l’estremo abbassamento: Dio ama racchiudere il grande nel piccolo:

l’universo nell’atomo

l’albero nel seme

l’uomo nell’embrione

la farfalla nel bruco

l’eternità nell’attimo

l’amore in un cuore

se stesso in noi.

25 MARZO: SOLENNITA’ DELL’ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE


Oggi è rivelato il mistero che è da tutta l’eternità:

il Figlio di Dio diventa Figlio dell’uomo;

partecipando a ciò che è inferiore,

ci rende partecipi delle cose più alte.

Adamo all’inizio fu ingannato:

cercò di diventare Dio, ma non vi riuscì.

Ora Dio diventa uomo,

per divinizzare Adamo.

Si rallegri la creazione ed esulti la natura:

l’arcangelo sta con timore davanti alla Vergine,

e con il suo saluto: «Rallegrati» reca

l’annuncio gioioso che il nostro dolore è finito.

O Dio, che ti sei fatto uomo per la tua misericordiosa compassione,

sia gloria a te!

(Orthros, Liturgia ortodossa, Orthros della festa dell’Annunciazione)

Il Papa, il viaggio in Iraq e S. Giuseppe (19 marzo) – Foglietto Parrocchiale

Benedetto sei tu, Signore, perchè ci offri motivi di gioia che penetrano il buio di cui a volte ci circondiamo. Soprattutto, la gioia di sapere che ci vuoi non giudicare ma amare, far rivivere, vedere camminare con te. Fà che anche noi, premurosamente come te, impariamo a guardare nel mistero della nostra esistenza più la luce che le tenebre.
Kyrie eleison!

Francesco e la logica del Vangelo – La forza debole che fa la storia

L’Iraq è un mosaico di religioni ed etnie, il cui destino è vivere insieme o combattersi. La sua complessità è stata sempre risolta con la forza o la brutalità del potere. Così è stato nella dittatura del sunnita Saddam Hussein, dal 1979 al 2003, persecutore della maggioranza sciita e sterminatore dei curdi nelle loro terre ancestrali.

Saddam ha vietato a Giovanni Paolo II il pellegrinaggio alla terra di Abramo, l’Iraq. Eppure papa Wojtyla aveva avversato le guerre americane e occidentali contro il dittatore, vedendole come pre-messa dello scontro di religione e civiltà tra mondo occidentale e islam.

Papa Francesco compie – l’ha detto – il viaggio del suo predecessore, perché il popolo iracheno non può aspettare. Ha aspettato la pace dalla liberazione occidentale e si è trovato con lo Stato in frantumi. Ha vissuto la violenza del sedicente Stato islamico di Daesh, dietro cui c’erano appoggi oscuri. Ha aspettato democrazia e sicurezza, ma si è trovato nell’anarchia.
Quante vite perse in due decenni di guerra, terrorismo e instabilità! Quanti rifugiati e quanti dolori!

Francesco ha risposto alle attese degli iracheni e delle irachene visitando il Paese, nonostante molti lo sconsigliassero. Non è un periodo in cui i leader fanno visite ufficiali. E l’Iraq non è sicuro. Il Papa, però, sentiva di dover visitare questa estrema periferia senza pace e una Chiesa di nuovi martiri oltre che di millenaria fedeltà al Vangelo. Tanti, ancor oggi, rischiano la vita in Iraq.

Raghed Ghanni, giovane prete caldeo che studiava a Roma, avrebbe potuto restare qui, ma tornò nella sua terra dove fu assassinato nel 2007: «Senza l’Eucarestia, i cristiani non possono vivere in Iraq», diceva. E la celebrò fino alla morte a Mosul per mano di terroristi islamici.
Il Papa ha preso le mosse dalla cattedrale siro-cattolica di Baghdad, dove sono stati uccisi 48 cristiani in un attacco terroristico nel 2010; e prega oggi a Mosul, l’ex capitale del califfato, dove i cristiani (almeno 6mila) furono scacciati e le chiese distrutte (assieme a edifici religiosi retti da musulmani resistenti al jihadismo). Nei martiri c’è un seme di vita per la Chiesa e per l’Iraq. Questa è la fede della Chiesa. E il Papa, infatti, non viene per una rivincita, né per accusare in blocco l’islam, come fa qualche cristiano d’Oriente e d’Occidente. Dal Vangelo scaturisce una cultura di pace: un vivere insieme liberante dalla logica dello scontro tra diversità, divenute tribalismi arroganti e violenti, troppo in auge in Iraq. E la convivenza è stata vissuta in Iraq in alcune stagioni storiche, seppur parzialmente. Qui, da millenni, c’erano gli ebrei: 120mila fino al 1948 e ancora duemila al tempo di Saddam (da lui vessati), mentre l’ultimo rabbino è morto nel 1996.

Poi gli yazidi (che ospitarono i cristiani perseguitati durante la prima guerra mondiale) a loro volta sterminati dal Daesh. I cristiani erano tanti: quasi un milione e mezzo alla vigilia della guerra del Golfo e ne restano meno di 300mila. Nonostante i 1.200 cristiani uccisi negli ultimi tempi, il patriarca caldeo Sako non ha sposato un atteggiamento vittimista, ma ha dichiarato: «Il mondo e la storia non si fermano con la tragedia che attualmente stiamo vivendo».

Francesco viene a confermare che i cristiani possono essere l’inizio di un futuro di pace.
Il rispetto e la simpatia con cui il Papa è stato accolto dal grande ayatollah al-Sistani, massima autorità sciita, mostrano come sia considerato un uomo di unità e di pace. Il dialogo in questa terra, dove la brutalità delle armi è fallita, è la vera forza che costruisce il futuro. Il viaggio del Papa in Iraq rivela anche a noi – abituati alla sua presenza, e magari attenti alle vicende del ‘Vaticano minore’ – il valore del suo ministero. Con la forza debole e umile del Vangelo si tocca e si cambia la storia del mondo.

La traccia di Francesco in Iraq mostra come l’irrilevanza e l’avarizia provinciale dei cristiani europei siano una scelta di poco coraggio. Invece – lo vediamo in questi giorni – un mondo, così smarrito, ha bisogno del Vangelo vissuto. Guardando Francesco, si sente che in Iraq si sta facendo la storia. Il Papa si è chiesto e ci ha chiesto nel deserto di Ur, dove non esistono muri: «Da dove può ricominciare allora il cammino della pace? Dalla rinuncia ad avere nemici». Ha poi proseguito con una serie di indicazioni, precedute da un solenne e impegnativo: « Sta a noi… ». I credenti di ogni religione e di ogni paese non possono restare inerti o irrilevanti, camminare per conto proprio, per-seguire i propri interessi, rassegnarsi al male. Lo « Sta a noi…» di Francesco a Ur risuona anche nelle nostre coscienze, nelle nostre città, nelle nostre Chiese. (Andrea Ricciardi)

19 marzo: Solennità di S. Giuseppe

Quello che abbiamo davanti, a causa dell’emergenza pandemica e della conseguente crisi economica e occupazionale, si annuncia un anno particolarmente difficile e nelle intenzioni del Papa e del decreto della Penitenzieria Apostolica c’è l’affidamento allo sposo di Maria per trovare “conforto e sollievo dalle gravi tribolazioni umane e sociali che oggi attanagliano il mondo contemporaneo”.

Nella Patris Corde, Francesco ha spiegato che sono stati proprio questi mesi di pandemia a spingerlo a rendere omaggio al capo della celeste Famiglia di Nazareth in quanto “uomo che passa inosservato” ma dalla “presenza quotidiana, discreta e nascosta” e dunque “un intercessore, un sostegno e una guida nei momenti di difficoltà”. “San Giuseppe – ha scritto il pontefice – ci ricorda che tutti coloro che stanno apparentemente nascosti o in seconda linea hanno un protagonismo senza pari nella storia della salvezza” e per questo “a tutti loro va una parola di riconoscimento e di gratitudine”.

L’esempio dello sposo di Maria “ci insegna così che avere fede in Dio comprende pure il credere che Egli può operare anche attraverso le nostre paure, le nostre fragilità, la nostra debolezza” e “ci insegna che, in mezzo alle tempeste della vita, non dobbiamo temere di lasciare a Dio il timone della nostra barca” perché “a volte noi vorremmo controllare tutto, ma Lui ha sempre uno sguardo più grande”.

Preghiamo con papa Francesco:
Salve, custode del Redentore,
e sposo della Vergine Maria.
A te Dio affidò suo Figlio;
in te Maria ripose la sua fiducia;
con te Cristo diventò uomo.
O Beato Giuseppe,
mostrati padre anche per noi,
e guidaci nel cammino della vita.
Ottienici grazia, misericordia e coraggio,
e difendici da ogni male.
Amen.

12/3: CI CREDERESTI? / 4 – Incontri su vita e fede con Paolo Curtaz

CI CREDERESTI? /4 #peressereumaniIncontri su vita e fede con Paolo Curtaz                           

  • Per partecipare alla serata con VIDEOCHIAMATA DI CONDIVISIONE, useremo la piattaforma MEET (occorre avere una maildi Google o accreditare la propria mailall’accesso).

1° Collegamento ore 20.45 al link qui sotto, introduzione; poi visione del video della conferenza di Paolo Curtaz; al termine 2° collegamento per scambio e conclusioni,allo stesso link

https://meet.google.com/ycy-zpjs-gdm

  • Per vedere solo il video della conferenza di Paolo Curtaz (quando si vuole, a partire dalle 21.00 del 12/3/2021):

https://youtu.be/yw4rh1AggS8

III Domenica di Quaresima – Foglietto Parrocchiale

Benedetto sei tu, Signore, perchè nel nostro essere creature piccolo e deboli
riconosci il tempio della tua presenza tenera e della tua azione scandalosa.
Queste per noi sono parole di libertà, in cui desideriamo dimorare e da cui non
temiamo di dipendere, per essere amati e liberate, trasformati e spinti fuori, verso I Fratelli.
Kyrie eleison!

Commento al Vangelo

Gesù entra nel tempio: ed è come entrare nel centro del tempo e dello spazio, nel fulcro attorno al quale tutto ruota. Ciò che ora Gesù farà e dirà nel luogo più sacro di Israele è di capitale importanza: ne va di Dio stesso. Gesù si prepara una frusta e attraversa la spianata come un torrente impetuoso, travolgendo uomini, animali, tavoli e monete. I tavoli rovesciati, le sedie capovolte, le gabbie portate via mostrano che il capovolgimento portato da Gesù è totale.

Vendono buoi per i ricchi e colombe per i sacrifici dei poveri. Gesù rovescia tutto: è finito il tempo del sangue per dare lode a Dio. Come avevano gridato invano i profeti: io non bevo il sangue degli agnelli, io non mangio la loro carne; misericordia io voglio e non sacrifici (Os 6,6). Gesù abolisce, con il suo, ogni altro sacrificio; il sacrificio di Dio all’uomo prende il posto dei tanti sacrifici dell’uomo a Dio.

Gettò a terra il denaro, il Dio denaro, l’idolo mammona, vessillo innalzato sopra ogni cosa, installato nel tempio come un re sul trono, l’eterno vitello d’oro è sparso a terra, smascherata la sua illusione.
E ai venditori di colombe disse: non fate della casa del Padre, una casa di mercato. Dio è diventato oggetto di compravendita. I furbi lo usano per guadagnarci, i devoti per guadagnarselo. Dare e avere, vendere e comprare sono modi che offendono l’amore. L’amore non si compra, non si mendica, non si impone, non si finge.

Non adoperare con Dio la legge scadente del baratto dove tu dai qualcosa a Dio perché lui dia qualcosa a te. Come quando pensiamo che andando in chiesa, compiuto un rito, accesa una candela, detta quella preghiera, fatta quell’offerta, abbiamo assolto il nostro dovere, abbiamo dato e possiamo attenderci qualche favore in cambio.

Così siamo solo dei cambiamonete, e Gesù ci rovescia il tavolo. Se crediamo di coinvolgere Dio in un gioco mercantile, dobbiamo cambiare mentalità: Dio non si compra ed è di tutti. Non si compra neanche a prezzo della moneta più pura. Dio è amore, chi lo vuole pagare va contro la sua stessa natura e lo tratta da prostituta. «Quando i profeti parlavano di prostituzione nel tempio, intendevano questo culto, tanto pio quanto offensivo di Dio» (S. Fausti): io ti do preghiere e offerte, tu mi dai lunga vita, fortuna e salute.

Casa del Padre, sua tenda non è solo l’edificio del tempio: non fate mercato della religione e della fede, ma non fate mercato dell’uomo, della vita, dei poveri, di madre terra. Ogni corpo d’uomo e di donna è divino tempio: fragile, bellissimo e infinito. E se una vita vale poco, niente comunque vale quanto una vita. Perché con un bacio Dio le ha trasmesso il suo respiro eterno. (Ermes Ronchi)

II Domenica di Quaresima – Foglietto Parrocchiale

Padre, noi così ti invochiamo, da figli e figlie della tua benevolenza e del tuo amore. Eppure spesso ti percepiamo lontano e indiffrente, se non addirittura Giudice implacabile dei nostri peccati. Liberaci dalla paura e donaci il tuo timore: aiutaci a riconoscere che ciò che fa la differenza del tuo agire non è la giustizia di fronte al nostro peccato, ma la tua misericordia di fronte alla nostra incapacità di perdonare. Trasformaci nel tuo amore!

Commento al Vangelo


La Quaresima ci sorprende con il Vangelo della Trasfigurazione, pieno di sole e di luce, che mette ali alla nostra speranza. Una pagina di teologia per immagini: si tratta di vedere Gesù come il sole della nostra vita, e la nostra vita muoversi sotto il sole di Dio. Gesù chiama di nuovo con sé i primi chiamati: tutto è narrato dal punto di vista dei discepoli, di ciò che accade loro, del percorso che loro e noi possiamo compiere per giungere a godere la bellezza della luce. Li porta su di un alto monte e fu trasfigurato davanti a loro: i monti nella Bibbia sono dimora di Dio, ma offrono anche la possibilità di uno sguardo nuovo sul mondo, colto da una nuova angolatura, osservato dall’alto, da un punto di vista inedito, il punto di vista di Dio.

La nostra comprensione, la nostra intelligenza, la nostra luce non ci bastano, le cose attorno a noi non sono chiare, la storia e i sentieri del futuro per nulla evidenti. Come Pietro e i suoi due compagni, anche noi siamo mendicanti di luce, mendicanti di senso e di cielo. E la fede che cerchiamo è «visione nuova delle cose» (G. Vannucci), «vedere il mondo in altra luce» (M. Zambrano).

Pietro ci apre la strada con la sua esclamazione straordinaria: maestro che bello qui! E vorrei, balbettando come il primo dei discepoli, dire che anch’io ho sfiorato, qualche volta almeno, la bellezza del credere. Che anche per me credere è stato acquisire bellezza del vivere. La fede viva discende da uno stupore, da un innamoramento, da un «che bello!» che trema negli occhi e nella voce. La forza del cuore di Pietro è la scoperta della bellezza di Gesù, da lì viene la spinta ad agire (facciamo, qui, subito…). Succede anche a me: la vita non avanza per ordini o divieti, ma per una seduzione. E la seduzione nasce da una bellezza, almeno intravista, anche se per poco, anche solo la freccia di un istante: il volto bello di Gesù, sguardo gettato sull’abisso di Dio. Guardano i tre, si emozionano, sono storditi: davanti a loro si è aperta la rivelazione stupenda di un Dio luminoso, bello, solare. Un Dio da godere, un Dio da stupirsene. E che in ogni figlio ha seminato la sua grande bellezza.

Venne dal cielo una nube, e dalla nube una voce: ascoltate lui. Gesù è la Voce diventata volto. Il mistero di Dio è ormai tutto dentro Gesù. E per noi cercatori di luce è tracciata la strada maestra: ascoltatelo, dare tempo e cuore alla Parola, fino a che diventi carne e vita. E poi seguirlo, amando le cose che lui amava, preferendo coloro che lui preferiva, rifiutando ciò che lui rifiutava. Allora vedremo la goccia di luce nascosta nel cuore vivo di tutte le cose, vedremo un germoglio di luce spuntare e arrampicarsi in noi. (P.Ermes Ronchi)

Nuovi orari Quaresima – Foglietto Parrocchiale

Contiene riflessioni di Ermes Ronchi sui 40 giorni di Gesù nel deserto.

QUARESIMA 2021

“Il tempo è compiuto e il Regno di Dio è vicino;
convertitevi e credete nel Vangelo.”
(Vangelo di Marco 1,12-15)

La Quaresima è tempo propizio per riscoprire il nostro legame con il Signore.

I MARTEDÌ mediteremo insieme la Passione secondo Giovanni alle ore 17.30 prima della messa nella chiesa di S. Giorgio a Nebbiuno.
Date: 23 febbraio, 2 marzo, 9 marzo, 16 marzo, 23 marzo.

I VENERDÌ celebreremo insieme la Via Crucis alle ore 17.30 prima della messa nella chiesa di S. Eusebio a Pisano.
Date: 26 febbraio, 5 marzo, 12 marzo, 19 marzo, 26 marzo.

Attenzione! Cambia il giorno delle Celebrazioni a Pisano e Corciago (vedi anche pagina Orari Messe)

Le Ceneri: Inizio Quaresima – Foglietto Parrocchiale

Info su San Valentino, ma soprattutto prepariamoci alla Quaresima che inizia settimana prossima con la ricorrenza delle Ceneri.

Il mercoledì delle Ceneri

«Memento homo, quia pulvis es et in pulverem reverteris»,
ovvero:
«Ricordati uomo, che polvere sei e polvere ritornerai».

Queste parole compaiono in Genesi 3,19 allorché Dio, dopo il peccato originale, cacciando Adamo dal giardino dell’Eden lo condanna alla fatica del lavoro e alla morte:
«Con il sudore della fronte mangerai il pane; finché tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere tornerai!».
Questa frase veniva recitata il giorno delle Ceneri quando il sacerdote imponeva le ceneri ai fedeli.
Dopo la riforma liturgica, seguita al Concilio Vaticano II, la frase è stata mutata con la locuzione: «Convertitevi e credete al Vangelo» (Mc 1,15) che esprime, oltre a quello penitenziale, l’aspetto positivo della Quaresima che è tempo di conversione, preghiera assidua e ritorno a Dio.
La celebrazione delle Ceneri nasce a motivo della celebrazione pubblica della penitenza, costituiva infatti il rito che dava inizio al cammino di penitenza dei fedeli che sarebbero stati assolti dai loro peccati la mattina del Giovedì Santo.
Dal punto di vista liturgico, le ceneri possono essere imposte in tutte le celebrazioni eucaristiche del mercoledì ma, avvertono i liturgisti, è opportuno indicare una celebrazione comunitaria “privilegiata” nella quale sia posta ancor più in evidenza la dimensione ecclesiale del cammino di conversione che si sta iniziando.

Orari delle celebrazioni:

Mercoledì 17 febbraio – Le Ceneri
10.00 Colazza – S. Bernardo: Liturgia delle Ceneri
17.30 Pisano: Rosario e S.ta Messa – Le Ceneri (Maria e Giuseppe)
20.30 Nebbiuno – S.Giorgio: S.Messa e imposizione delle Ceneri

12/2: CI CREDERESTI? / 3 – Incontri su vita e fede con Paolo Curtaz

VENERDI’ 12 FEB 2021

Incontri su vita e fede con Paolo Curtaz

Per partecipare alla serata con VIDEOCHIAMATA DI CONDIVISIONE, useremo la piattaforma MEET (occorre avere una mail di Google o accreditare la propria mail all’accesso).

1° collegamento ore 20.45 al link qui sotto, introduzione; poi visione del video della conferenza di Paolo Curtaz; al termine 2° collegamento per scambio di opinioni e conclusioni, allo stesso link:

https://meet.google.com/gds-mbsv-gnn                                          

Qui trovate il video della conferenza di Paolo Curtaz (sarà visibile a partire dalle 21 dello stesso giorno):

Mercoledì 10/2 Pisano ore 18: Vigilia Madonna di Lourdes – Unzione dei malati

Questa settimana è dedicata ai malati, non solo nel fisico ma anche nello spirito. Giovedì 11 ricorre l’anniversario della prima apparizione a Santa Bernadette della Madonna di Lourdes, che ribadì il dogma della Sua concezione senza peccato originale, e tanto fece e continua a fare per i sofferenti. Per questo motivo la settimana è segnata da riflessioni e celebrazioni particolari.

Risanaci, Signore, Dio della vita (Salmo 146)

Grande è la cura di Gesù
per tutti i malati e colpiti
da qualsiasi genere di sofferenza!
Innanzitutto guarisce la suocera di Pietro,
ma poi accoglie tutti gli ammalati
che vengono portati davanti a Lui.

11 febbraio: Santa Maria di Lourdes

La Vergine apparve ad un’umile pastorella, la giovane Bernadette Soubirous, avverandosi anche in questo caso quanto Gesù diceva, pregando il Padre suo:
« Ti ringrazio, o Padre, che hai nascoste queste cose ai prudenti e ai sapienti e le hai rivelate ai pargoli, cioè agli umili ».
Era l’alba dell’11 febbraio 1858 e Bernardette si era recata in prossimità della grotta di Massabielle, sulle sponde del torrente Gave. Su una rupe di questa grotta la Madonna le apparve vestita di bianco, col capo coperto di un velo scendente sulle spalle, i fianchi cinti d’una fascia azzurra, i piedi nudi, baciati da rose profumate, un volto celestiale.

Per quindici giorni però ritornai colà e la Signora mi apparve tutti i giorni tranne un lunedì e un venerdì, dicendomi di nuovo di avvertire i sacerdoti che facessero costruire là una cappella, di andare a lavarmi alla fontana e di pregare per la conversione dei peccatori. Le domandai più volte chi fosse, ma sorrideva dolcemente. Alla fine, tenendo le braccia levate ed alzando gli occhi al cielo, mi disse di essere l’Immacolata Concezione. – Bernadette Soubirous

XXIX GIORNATA MONDIALE DEL MALATO

Celebrazioni per l’Unità Pastorale del Vergante; durante le celebrazioni verrà amministrato il Sacramento dell’Unzione degli Infermi.

Pisano, mercoledì 10/2: ore 17:30 Rosario, ore 18:00 Santa Messa

Meina, giovedì 11/2: ore 14:30 Rosario, ore 15:00 Santa Messa