Cristo, Re dell’Universo

L’ultima domenica dell’anno liturgico celebra la festa di Cristo re dell’universo; ossia la festa della sua signoria sul mondo, sul creato, sugli uomini, sulla storia. È una domenica che viene per così dire a coronare tutta la vicenda di Gesù e della stessa storia umana.
Ma il paradosso di questa festa sta nel fatto che davanti ai nostri occhi la liturgia, dopo le visioni di Daniele e dell’apostolo Giovanni, ci presenta un re umiliato, ridicolizzato, sconfitto. Verrebbe da chiedersi: ma che re è il nostro? Forse ci troviamo vicini allo scetticismo di Pilato…
Strana regalità quella di Gesù! Egli regna dal pretorio, ma stando dalla parte dello sconfitto. Il suo potere è la forza debole della misericordia, della compassione, della mitezza, dell’amore. Così Gesù governa i cuori degli uomini e la storia. Lo aveva detto all’inizio sul monte delle beatitudini: “Beati i miti, perché erediteranno la terra”.
La vera grandezza, la vera regalità, il vero potere, sta nel lasciarsi conquistare dalla “verità” di Dio, ossia dal suo sconfinato amore che giunge sino a dare la vita per gli uomini. Questo amore vince ogni male e oggi lo contempliamo vittorioso, alla fine della storia.

Signore Gesù, se tu fossi re della mia vita, le mie scelte saprebbero, ogni giorno, in ogni occasione, costruire amore e perdono. Diventa Re, in me!

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