Pentecoste (Foglietto Parrocchiale)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».
Gv 15,26-27; 16,12-15

EVENTI


Domenica 30 maggio:

Prime Comunioni ore 15.30 Parrocchia di San Giorgio Nebbiuno

Qualunque cosa tu farai, qualunque strada tu sceglierai, ricordati che Gesù è dentro di te.
Se lo cercherai, Lui ci sarà.

Lunedì 31 maggio:

Spiaggia Madonna di Campagna (retro chiesa): Rosario meditato nella natura

In caso di pioggia, nella chiesa parrocchiale di Lesa.

Ti aspettiamo! Don Mauro e Don Antonio

Domenica 4/6: La Pentecoste di Efeso

Cuori «irrequieti» perché «mossi dallo Spirito Santo», o «elettrocardiogrammi spirituali» piatti, lineari, «senza emozioni»? In quale categoria ci si ritrova? È la domanda di fondo posta a ogni cristiano da Papa Francesco nell’omelia della messa celebrata a Santa Marta lunedì 29 maggio.

«Io sono come quelli di Efeso che nemmeno sapevano che esistesse lo Spirito Santo? Quale è il posto che lo Spirito Santo ha nella mia vita, nel mio cuore? Io sono capace di ascoltarlo? Io sono capace di chiedere ispirazione prima di prendere una decisione o dire una parola o fare qualcosa? O il mio cuore è tranquillo, senza emozioni, un cuore fisso?»

Il problema infatti, ha aggiunto, è che per «certi cuori, se noi facessimo un elettrocardiogramma spirituale, il risultato sarebbe lineare, senza emozioni». L’importante, ha spiegato Francesco, è «sentire e discernere: discernere quello che sente il mio cuore», perché «lo Spirito Santo è il maestro del discernimento».

La domanda che il Papa ha voluto oggi «seminare» nel cuore di ognuno è: «Come è il mio rapporto con lo Spirito Santo?». Ogni cristiano dovrebbe cioè chiedersi: «Io ho un cuore irrequieto perché mosso dallo Spirito Santo?»; e ancora: «Chiedo questa grazia di capire cosa succede nel mio cuore?»; e infine: «Quando mi viene la voglia di fare qualcosa, mi fermo e chiedo allo Spirito Santo che mi ispiri, che mi dica di sì o di no o faccio soltanto i calcoli con la mente: “Questo sì perché se no…?”». Ha concluso:

«Oggi chiediamo questa grazia di ascoltare quello che lo Spirito dice alla nostra Chiesa, alla nostra comunità, alla nostra parrocchia, alla nostra famiglia e a me, a ognuno di noi: la grazia di imparare questo linguaggio, di ascoltare lo Spirito Santo».